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ISP USA diventano cyber sceriffi?

RIAA: Da luglio gli ISP saranno cyber poliziotti a difesa del copyright

Un gruppo di Internet Service Provider, fra cui Comcast, Time Warner e Verizon, si preparano ad implementare una risposta graduale alla pirateria. Dal prossimo 12 luglio

Finora tipedi sul fronte della tutela del copyright e decisamente restii ad indossare i vessilli di “sceriffi del Web“, alcuni ISP a stelle strisce adotteranno policy per disincentivare i clienti dal download illegale di musica, film e software. Anche se SOPA e PIPA sono state messe in stand by per via della protesta globale, le potenti lobby dell’industria dell’intrattenimento, Motion Picture Association of America (MPAA) e Recording Industry Association of America (RIAA), non si arrendono. Ed hanno forse trovato il modo per tutelare il copyright degli studios hollywoodiani e delle case discografiche da loro rappresentati.

Dal 12 luglio gli Internet service provider (ISP) saranno in prima linea a difesa del copyright. Un gruppo di Isp, fra cui Comcast (quello che divenne famoso per i filtri), Cablevision, Time Warner Cable e Verizon, si preparano ad implementare una risposta graduale alla pirateria. Gli ISP saranno cyber poliziotti, e “tuteleranno l’ordine” a difesa del copright.

La “notizia bomba” è stata annunciata  a un evento dell’Association of American Publishers a New York da Cary Sherman, CEO della RIAA (la lobby che più voleva la normativa SOPA), il quale ha affermato che gli ISP inizieranno ad implementare il programma, basato su forti misure anti pirateria, dal prossimo 12 luglio.

Anche se gli ISP forniscono la connessione, e sono per definizione “pro Internet”, le lobby anti pirateria ritengono fin dal 2008 che gli Internet service provider occupino, de facto, la migliore posizione per combattere il file sharing illegale. Riporta Cnet che “Ogni ISP deve sviluppare le proprie infrastrutture per automatizzare il sistema” sostiene Sherman; essi hanno bisogno di “istituire un database per tenere traccia dei ‘violatori seriali’ , così possono sapere se sono al primo oppure al terzo avvertimento. Ciascun ISP deve operare in maniera differente a seconda dell’architettura del suo particolare network.” L’iniziativa di RIAA e MPAA ricalca da vicino la legge Hadopi (ex Dottrina Sarkozy), e si basa sulle “educational notice”, cioè gli avvertimenti a “a scopo educativo” nei confronti dei clienti accusati di download illegale di materiale coperto dal copyright. In Gran Bretagna è polemica per una sentenza che dà ragione ai detentori del copyright e torto agli ISP, mentre le normative SOPA si moltiplicano in Europa (dalla Spagna all’Irlanda) e in Italia l’AgCom è nella bufera per aver dibattuto, non in pubblico, dei filtri agli ISP.

Dopo l’azione dell’FBI ai danni di MegaUpload (in cui è emerso che utenti “pirata” del sito erano anche dipendenti del governo, vedi dati di TorrentFreak), ormai è chiaro che gli Stati Uniti vogliono fare sul serio contro la pirateria online. E la loro azione parte dal coinvolgimento degli ISP. Ora è da vedere come il settore ITC reagirà a questa nuova prova di forza di RIAA e MPAA.

ISP USA diventano cyber sceriffi?

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Mirella Castigli
Autore: Mirella Castigli
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