I freni e i vantaggi allo sviluppo delle medie imprese

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Ricoh Europe: I freni alle medie imprese pesano in negativo quanto un macigno
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Ricoh Europe analizza le barriere alla digitalizzazione delle medie imprese e i benefici potenziali della trasformazione digitale. I dati della ricerca di Ricoh Europe

L’ha definita “la sindrome del figlio di mezzo“, ispirandosi alla pedagogia. Ma si tratta di un fenomeno economico: si riferisce infatti alle difficoltà che incontrano le medie imprese rispetto alle startup e alle grandi aziende, secondo uno studio a commissionata da Ricoh Europe a Coleman Parkes Research. Ostacoli nel percorso di sviluppo, freni all’evoluzione delle aziende di medie dimensioni, barriere da superare per crescere. Le medie imprese sono motore dell’economia europea, ma, soprattutto quelle italiane, appaiono divise fra ambizioni e difficoltà. Dalla ricerca emerge che in Europa per ogni azienda di medie dimensioni si attesta una perdita potenziale di 5,7 milioni di euro di fatturato ogni anno, a causa di una serie di barriere che impattano sullo sviluppo. Con 75.000 aziende di medie dimensioni in tutta Europa, la perdita complessiva registrata ogni anno si aggira su 433,4 miliardi di euro, una cifra da capogiro che equivale circa al PIL annuale del Belgio.

Ricoh Europe: i freni allo sviluppo delle medie imprese pesano in valore quanto il PIL del Belgio
Ricoh Europe: i freni allo sviluppo delle medie imprese pesano in valore quanto il PIL del Belgio

Il 38% delle medie aziende europee sta progettando di quotarsi in borsa, mentre il 21% pianifica operazioni di fusioni ed acquisizioni. Le priorità del prossimo biennio sono tre: lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi (42% del campione italiano); innovazione dei processi e uso di tecnologie per beneficiare del vantaggio competitivo (38% del campione); investimenti in nuove tecnologie per trasformare il business (35% del campione).

Gli obiettivi di crescita sono ambiziosi, ma, secondo il 93% degli intervistati, tre fattori impediscono alle medie imprese di raggiungere la meta:

1) Requisiti normativi complessi e che richiedono ingenti investimenti (secondo il 38% del campione italiano, una delle percentuali più alte di tutta Europa dove la media è del 31%);

2) Barriere nell’attirare nuovi talenti (4% delle aziende italiane vs. 27% della media europea);

3) Difficoltà nell’ottenere finanziamenti per nuove tecnologie a sostegno della crescita (indicata dal 31% del campione del nostro Paese – media europea 27%).

Secondo lo studio, il 30% del campione delle medie aziende deve completare l’evoluzione, adottando tecnologie per la digitalizzazione, per crescere e diventare imprese di grandi dimensioni. Il “salto” nelle dimensioni è cruciale per mettere a segno il fatturato che le imprese medie stanno potenzialmente perdendo ogni anno.

Le medie aziende italiane, che hanno già implementato tecnologie per la digitalizzazione e la trasformazione digitale, hanno goduto di tre vantaggi:

1) Miglioramento del servizio ai clienti (38% in Italia);

2) Taglio dei costi (38% del campione italiano);

3) Ottimizzazione delle comunicazioni con i clienti (37% del campione italiano).

Per l’Europa – ha spiegato Jyoti Banerjee è importante che le medie aziende raggiungano un traguardo di crescita creando così nuovi posti di lavoro. In questo contesto, ulteriori supporti da parte degli enti governativi e dell’industria farebbero davvero la differenza per questa tipologia di aziende che troppo spesso viene trascurata”.

Davide Oriani, CEO di Ricoh Italia, conclude: “Mentre la maggior parte del supporto pubblico è rivolto alle piccole imprese e le grandi imprese sono abbastanza solide da badare a loro stesse, quelle di medie dimensioni si sentono trascurate e soffrono della sindrome del figlio di mezzo. Le aziende che vogliono puntare alla crescita dovrebbero concentrarsi sulle tecnologie per la digitalizzazione implementando ad esempio fatturazione elettronica e flussi di lavoro automatizzati. Per queste aziende è arrivato il momento di dare priorità all’innovazione per affrontare le sfide poste dal mercato”.

Autore: ITespresso
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