Ricoh GR Digital

LaptopMobility

Una compatta di classe, nell’aspetto come nelle caratteristiche, che si propone a un pubblico evoluto, ma anche al professionista

Nel panorama delle compatte digitali, questa nuova Ricoh si differenzia enormemente dalla concorrenza, a cominciare dall’utilizzo di un obiettivo fisso. Una scelta dettata dalla volontà di privilegiare la qualità dell’ottica e la focale rigorosamente grandangolare, da 28 millimetri. Nonostante la presenza di una focale così corta, la fotocamera si presenta di dimensioni molto contenute e con uno spessore di appena 25 mm. Non è solo l’ottica a fare la differenza: nella GR Digital è stato inserito un sensore Ccd da oltre 8 milioni di pixel effettivi e un nuovo sistema di elaborazione delle immagini, il GR Engine, in grado di assicurare una buona riproduzione dei colori e un basso livello di rumorosità. La GR Digital non è certo una macchina compatta entry level. Non perché sia difficile da usare, anzi, ma perché offre caratteristiche e modalità adatte all’appassionato più esigente. Una dotazione tecnica che non poteva consentire un prezzo tanto basso. In rapporto a quanto offre, è stato comunque mantenuto un buon rapporto qualità/prezzo. Anche l’estetica è stata curata nei minimi particolari. Chi proviene dalla fotografia analogica si ricorderà una serie Ricoh molto simile, da cui ha tratto ispirazione la nuovissima GR. La macchina non è in plastica, ma in lega di magnesio, con una impugnatura che assicura un’ottima presa. Quindi elevata risoluzione, ottica di prestigio e motore per l’elaborazione delle immagini dalle prestazioni elevate. L’insieme di questi elementi si traduce nella pratica in immagini di qualità, in grado di essere stampate anche in grande formato. La GR Digital è stata pensata per un pubblico smaliziato ed esigente. La sua dotazione non prevede pertanto tutti quei programmi di ripresa amatoriali che arricchiscono la maggior parte delle compatte. Non manca però l’automatismo completo. Dalla ghiera posta in alto si selezionano le varie impostazioni. Oltre all’automatismo, c’è la modalità Program, il semiautomatismo a priorità dei diaframmi e la funzione manuale. Quando la si usa in manuale o in semiautomatismo, si selezionano i valori di diaframma e dei tempi attraverso due rotelline. Sulla ghiera spicca anche la modalità Scene. Ce n’é una sola, quella per riprodurre testi. In questo caso la fotocamera lavora in bianconero e seleziona un contrasto adeguato per migliorare la riproduzione dei caratteri. Non manca la funzione video, che registra in formato Avi con una risoluzione di 320×240 pixel. Sul retro c’è un ampio display da 2,5 pollici, con una buona luminosità sia in piena luce che in ombra. Purtroppo manca il mirino, disponibile però come accessorio opzionale. Accanto allo schermo, il consueto joystick a quattro direzioni, con il pulsante centrale per la conferma e per attivare il menu. Tra le caratteristiche da segnalare, non bisogna dimenticare la possibilità di registrare in formato Jpeg, con diverse compressioni, e in Raw; l’ampia scelta di sensibilità in manuale, da 64 a 1.600 Iso, e una funzione macro in grado di scattare ad appena un centimetro e mezzo dal soggetto. Ricoh ha previsto una serie di interessanti accessori: grazie alla slitta porta accessori si può per esempio montare un flash esterno, oltre a quello integrato; oppure utilizzare il mirino ottico ad alte prestazioni, per una inquadratura più accurata. È previsto anche un convertitore ottico, che trasforma il 28 mm in un potente grandangolare da 21 mm. La GR Digital ha sicuramente una dotazione di tutto rispetto, sia per l’amatore esigente che per il professionista, il quale può avere ogni tanto necessità di una fotocamera più piccola e agevole della reflex.

Autore: ITespresso
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