Ricorrerà in appello la donna condannata per file sharing

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Jammie Thomas è stata condannata al pagamento di una multa di 222.000
dollari, ma ha deciso di ricorrere in appello

JAMMIE THOMAS, la donna che la scorsa settimana è stata al centro dell’attenzione dei media per essere stata condannata da un tribunale del Minnesota per violazione di copyright,ha deciso di ricorrere in appello. Ricordiamo la causa di cui abbiamo già parlato qui , era stata intentata dalla RIAA (l’ente americano preposto al controllo del rispetto dei diritti d’autore e la proprietà intellettuale) contro la signora Thomas, che avrebbe scaricato illegalmente 24 brani musicali attraverso un software per il file sharing. La causa si è risolta, almeno per il momento, con la condanna della Thomas al pagamento di una multa di 222.000 dollari, corrispondente a 9.250 a bran o. Si tratta di una significativa vittoria per la RIAA. Tuttavia la condanna si basa non tanto sul fatto, indimostrabile, che Jammie Thomas abbia scaricato i brani, quanto sulla disponibilità di questi brani, che potevano essere scaricati dal suo PC, senza però che esistano le prove che qualcuno abbia effettivamente effettuato il download da quel PC. È proprio questo l’argomento cardine su cui l’avvocato Brian Toder, che assiste la Thomas nella causa, intende utilizzare per la presentazione del ricorso alla Corte d’Appello. Quella di Duluth è stata la prima causa vinta dalla RIAA contro i ?pirati? della musica, ma la sentenza può ancora essere rovesciata.

Autore: ITespresso
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