RIM sotto la lente delle società di analisi

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Thorsten Heins, Ceo di RIM

L’addio dei co-Ceo, Jim Basillie e Mike Lazaridis, e l’arrivo del nuovo Ceo Thorsten Heins non fermano il crollo in Borsa di RIM. La parola a IDC e altre società di analisi

Anche dopo il terremoto ai vertici, RIM resta nell’occhio del ciclone. Il titolo del produttore del Blackberry, l’inventore della email mobile, ha perso l’8%, anche dopo le dimissioni dei  co-Ceo, Jim Basillie e Mike Lazaridis, e l’arrivo del nuovo Ceo Thorsten Heins. Secondo Reuters, il nuovo Co ha dai 12 ai 18 mesi di tempo per invertire la rotta di RIM, mentre nel sottofondo non si placano voci di acquisizioni, gossip di takeover eccetera. Il nuovo Ceo Heins parla di evoluzione e non di sisma, mle società di analisi sono più drastiche.

Lazaridis e Balsillie hanno ostacolato la cessione di RIM, ma anche il nuovo Ceo ha detto di non avere opzioni sul tavolo. Le parole del tedesco Heins, dal 2007 in Rim, 20 anni in Siemens, che ha detto di voler promuovere “creatività, innovazione e pensiero libero” per competere con i giganti della Silicon Valley. Il fatto di non voler imprimere una “svolta drastica” ha per ora deluso gli investitori, che gli concedono 12-18 mes: un Ceo di transizione, insomma.

Gli investitori sono convinti che RIM possa sopravvivere solo se scommette su un nuovo design e se modifica il versante operativo del business, o se prepara il terreno per una cessione (se Samsung ha negato di voler acquire Rim, diverso è il caso per Microsoft e Nokia interessate a Rim da tempo).

RIM ha tagliato 2,000 posti di lavoro a giugno e ha in cassa 1,5 miliardi di dollari: il nuovo Ceo non prevede altri tagli.

Vediamo che cosa prevedono le società d’analisi. Oppenheimer & Co stima che sarà difficile vedere cambi radicali visto che la vecchia gurdia può ancora influenzare la nuova leadership. Wells Fargo è convinta che il nuovo software BB10, atteso nella seconda metà dell’anno, o risolleverà o darà il colpo di grazia a RIM. Anche IDC  esprime scetticismo: la scelta è ricaduta su un manager interno, che non saprà rompere i legami con il passato; Rim avrebbe dovuto seguire le orme di Nokia, che nel 2010 ha licenziato l’ex Ceo e assunto Stephen Elop, ex top manager di Microsoft, segnando una forte discontinuità con il passato, tanto che ora i primi numeri di Nokia Lumia danno ragione alla “svolta” impressa da Nokia. IDC non ritiene che QNX, all base di BB10, sia appetibile per competere con Android e Apple iOS: dieci minuti per scaricare un’app, sono francamente troppi. Secondo Morgan Stanley, il nuovo CEO non è un visionario, bensì un “execution guy“, che dunque troverà difficile spiegare agli utenti perché hanno bisogno di un Blackberry. Magister Advisors  Victor Basta mette il dito nella piaga: RIM non può continuare ad ignorare il fenomeno della consumerization del’IT: “Rim è convinta che i suoi clienti siano le aziende e non gli utenti che vi lavorano dentro“, un errore strategico; inoltre Rim deve smettere di focalizzarsi sull’hardware, “la realtà brutale è che business hardware-centrici non hanno successo“, anche IBM si è dovuta rassegnare alla transizione da hardware al software, ma RIM non avrà il lusso di un decennio a sua disposizione per la migrazione. Infine Ernest Doku, esperto di tecnologia del sito uSwitch.com, ha aggiunto che il declino di RIM è dovuto al fatto che prodotti portabandiera come  BlackBerry Messenger sono stati sorpassati da applicazioni come WhatsApp: “Il mercato smartphone è saturato“, e l’encomiabile sforzo di lanciare la prossima generazione BlackBerry 10 potrebbe arrivare troppo tardi. E Pacific Crest è lapidario: “Per competere negli Stati Uniti, devi avere prodotti migliori di Android e iPhone, ed è dura“, tanto che CCS Insight ricorda al nuovo Ceo che tutto dipenderà dalla velocità delle decisioni.

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Thorsten Heins, Ceo di RIM

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