Riparte la scuola, fra promesse e ambizioni digitali

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L'OCSE: la scuola digitale italiana deve fare di più @ shutterstock

Riparte il nuovo anno scolastico. Lavagne interattive LIM, classi 2.0, computer, tablet e apps stanno sbarcando in aula. Come evolve la scuola con le nuove tecnologie

Da anni parliamo di lavagne interattive LIM, classi 2.0, computer e tablet in aula. Da quest’anno alcune scuole danno l’addio al vecchio registro di classe sul quale segnare presenti e assenti, perché gli studenti entreranno negli istituti con un badge: succede al liceo classico e scientifico Casiraghi di Cinisello Balsamo. Il ministro Profumo chiede che la scuola si de-materializzi, come già la PA, mettendo la carta in soffitta. La Spending Review significa anche abbandonare la carta (di libretto scolastico e registro di classe), e di gestione IT del personale: si tratta di risparmi e tagli dei costi, con piccoli investimenti iniziali (il liceo Casiraghi avrebbe speso solo 50 mila euro).

Altre interesanti sperimentazioni sono condotti nel progetto “Ardesia Tech” promosso da INDIRE-ANSAS e l’Istituto Comprensivo “Baccio da Montelupo” di Montelupo Fiorentino (FI); l’Istituto Comprensivo 2 a Trappitello, una frazione di Taormina; l’Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi di Padova, Roma e Torino; l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Tutte le scuole adottano assenze via SMS, iscrizioni e pagelle online.

Altre scuole puntano sul tablet in aula, e-book e lavagne interattive LIM. La giunta regionale della Valle d’Aosta ha annunciato un finanziamento straordinario di 36 mila euro per le scuole superiori che aderiranno al progetto Cl@sse 2.0. Gli studenti “Esabac”, che, al termine del loro corso di studi, conseguono un diploma bi-nazionale (la Maturità italiana e il Baccalauréat francese), studieranno con tablet e strumenti informatici. Per esempio l’app SMART Notebook per iPad permette di passare dall’apprendimento in classe allo studio individuale o in piccoli gruppi, consentendo agli studenti e agli insegnanti dotati di tablet di utilizzare i materiali didattici interattivi del software SMART Notebook ovunque e in qualsiasi momento. L’app permette di ripassare le lezioni e fare i compiti, da inviare via e-mail all’insegnante per la correzione; infine, i contenuti dell’iPad possono anche essere trasmessi in streaming su una SMART Board e mostrati a tutta la classe. Altre applicazioni per la scuola sono: Resoph Notes (Windows) o Notational Velocity (Mac), Flick Note (Android) e Simplenote (iOS); Astrid per le liste collaborative; Byword word processing per Mac; WolframAlpha per risolvere problemi; Hi-Q MP3 Voice Recorder. per registrare lezioni; l’e-reader KindleRemarks per prendere note; DoOneThing per ricordare le cose essenziali; Trello per gestire progetti di gruppo; Wunderlist.

I migliori tablet per la scuola, secondo The Verge, sono i seguenti: Apple iPad con migliaia di apps dedicate al mondo della scuola e con il punteggio più alto nella classifica The Verge, Nexus 7, da 199 dollari in su, tablet da 7 pollici, è ideale per leggere e-book; Asus Transformer Pad Infinity, da 499.99 dollari in su, con schermo da 10.1 pollici tastiera dock opzionale che lo trasforma in un netbook ultrasottile (senza voto); Samsung Galaxy Note 10.1, da 499.99 dollari in su, con il pennino S Pen del Note (tecnologia Wacom con 1,024 livelli di sensibilità) per disegnare, prendere appunti, con apps educative e browser per navigare, ma anche con il voto più basso della classifica. Gli e-reader: Kindle Touch 3G, LeggoIbs, Sony Reader Touch edition. I laptop del back to school sono: Acer Timeline U M5, con 5 ore e mezza di autonomia e prezzo da 679.99 dollari; Lenovo ThinkPad X230 con tastiera Precision, più di sette ore di durata di batteria; ultrabook Macbook AirAsus Zenbook Prime con schermo da 1080p e sei ore di durata della batteria.

Ora, al di là dei progetti specifici, Scuol@2.0 consiste nella realizzazione di alcune classi rispondenti alle esigenze della didattica incentrata sull’uso di tecnologie multimediali e acquisto di materiale informatico. La BIT generation o “generazione Web” dovrebbe migliorare il proprio percorso formativo, visto che le tecnologie didattiche contribuiscono alla riduzione degli abbandoni scolastici. Dall’ultimo Rapporto Censis, la diffusione di nuove tecnologie fra gli studenti, è buona. L’88% dei ragazzi ha un pc, ma la percentuale sale al 90% tra gli studenti delle superiori. Ma la Classe 2.0 presuppone anche un vero e proprio cambio di mentalità e di modalità di approccio allo studio: e questo è l’aspetto più difficile. Inoltre, finché il governo non varerà il Decreto Digitalia con l’Agenda Digitale, rimane aperta la questione del Digital Divide: è vero che il governo Monti vuole che ogni cittadino possa contare su una connessione a banda larga a 2 megabit al secondo entro il 2013 (e che salirà a 20 Mega nel 2020), ma fino a che l’infrastruttura non avrà i finanziamenti, l’Italia rimane divisa in due dal Divario digitale.

Infine serve un piano di inclusione per evitare che chi è già indietro lo rimanga ancora di più, aumentando il solco fra scuole di serie A e non: la digitalizzazione deve progressivamente arrivare a tutti, anche in quelle scuoe dove – purtoppo ancora oggi- mancano banchi e docenti.

La scuola digitale @ shutterstock
La scuola digitale
Autore: ITespresso
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