Ripulire le caselle

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Il problema della posta indesiderata sta incominciando ad assumere sfumature preoccupanti per i molti utenti che dedicano quotidianamente diversi minuti ad affrontare un flagello inarrestabile

Atitolo di definizione, si può denominare spam ogni messaggio di posta elettronica indesiderato, a prescindere dal contenuto. Si tratta di posta che, con l’eccezione degli inevitabili virus, è in gran parte costituta da pubblicità o catene dalle tematiche più disparate. Molti dei nostri lettori si saranno presumibilmente domandati in più occasioni chi sono coloro che ci importunano con migliaia di messaggi e come possono permettersi di perdere il proprio tempo in una simile attività. Tuttavia, la posta indesiderata si spinge molto oltre le apparenze, risultando redditizia per aziende che sono di fatto veri e propri professionisti. Per conto terzi, si incaricano di far conoscere prodotti e servizi a milioni di potenziali clienti. Di norma si rivolgono a un pubblico anglofono e i messaggi sono pertanto scritti in inglese, ma esistono noti spammer che usano altre lingue. I loro messaggi sono rapidamente individuabili. Tuttavia, un utente di lingua inglese o che usi abitualmente questa lingua può impiegare molto tempo ad analizzare ogni oggetto (e talvolta anche il testo dei messaggi) per capire se si tratta di spam. Tenendo conto a livello settimanale o mensile delle decine di messaggi che riceviamo quotidianamente, possiamo renderci con- to dell’impatto di questa perdita di tempo. D’altro canto, è fondamentale ricordare che il problema può raggiungere proporzioni tali da impedire la ricezione dei messaggi che effettivamente ci interessano.

Autore: ITespresso
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