Rise of Nations: Rise of Legends

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Perché limitarsi a entrare nella storia quando si può entrare direttamente
nella leggenda?

Rise of Legends costituisce una svolta del tutto inaspettata nella saga di Rise of Nations, che abbandona improvvisamente le ambientazioni storiche per abbracciare la causa del fantasy ?steam-punk?. Con questo seguito, infatti, lo strategico in tempo reale di Microsoft mette le tende nelle fantastiche terre di Miana, su un pianeta ?lontano lontano? e in un’epoca indefinita. È qui che si danno battaglia tre razze differenti e inconciliabili: i Vinci, padroni della tecnologia del vapore e della polvere da sparo; gli Alin, maestri nelle magie del fuoco, della sabbia e del vetro; e infine i misteriosi Cuotl, una popolazione aliena che sa di mitologica azteca, con una spruzzata di estetica Maya. A ogni razza corrisponde una risorsa essenziale che le permette di costruire, come in ogni RTS (Real Time Strategic) che si rispetti, le consuete strutture da cui poi ricavare unità militari e tecnologie da impiegare sul campo di combattimento. Sotto il profilo delle meccaniche, Rise of Legends, non apporta nulla di nuovo al genere, ma, perlomeno, ripropone l’ottima idea dei ?confini territoriali?: intorno alle strutture di ciascuna fazione si estende cioè un’area di controllo all’interno della quale le unità nemiche subiscono un costante logorio, mentre i legittimi padroni di casa possono usufruire di numerosi vantaggi. La campagna di gioco si sviluppa su due piani paralleli. Su una mappa strategica mondiale si decide quali territori invadere, tenendo conto della propria attuale posizione, di quella degli eserciti nemici e delle specifiche caratteristiche di ciascuna regione: ogni territorio di cui si ottiene il controllo garantisce infatti una serie di vantaggi al suo conquistatore, vantaggi che vanno da abilità speciali per le proprie truppe fino a nuove unità di appoggio. Una volta scelto il campo di battaglia, bisogna invece decidere come espandere le proprie città: ogni centro abitato può essere personalizzato aggiungendovi settori militari o industriali (questi ultimi dive rsi per ciascuna fazione) che, a loro volta, determineranno l’ ?albero delle tecnologie? disponibili. L’aspetto più riuscito di un gioco, tutto sommato non particolarmente originale, è la spiccata caratterizzazione delle tre razze che si contendono le terre di Miana: le sostanziali differenze in termini di unità, tecnologie, magie e costi energetici richiede l’adozione di strategie e tattiche del tutto diverse a seconda della fazione che si decide di condurre in battaglia. Tuttavia, la pletora di opzioni tende a rendere farraginoso l’aspetto prettamente strategico, al punto che, proprio a causa del numero sterminato di variabili in gioco, ci si trova a effettuare alcun scelte in maniera più o meno causale, più sull’onda della curiosità che sulla spinta di una precisa logica militare. Semplicemente splendida, invece, l’ambientazione e la sua resa grafica: per la cronaca, Rise of Legends è il primo strategico in tempo reale a supportare la scheda acceleratrice di AGEIA PhysiX di AEGIA per i calcoli relativi alla fisica degli oggetti.

Autore: ITespresso
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