Riservatezza garantita con Ibm

Sicurezza

Informazioni sicure e veloci sulle cartelle cliniche dei pazienti al Duke
University Medical Center

La Duke University Medical Center sta trasformando i suoi sistemi informativi per consentire ai più di 1500 medici della facoltà e 800 addetti di accedere rapidamente alle cartelle cliniche dei pazienti da qualsiasi workstation in qualsiasi momento. Automatizzando il modo in cui i codici di identificazione e le password vengono coordinate sui portatili, le workstation e i punti informatici dell’ospedale, Duke Medicine sta rendendo più facile ai medici e al personale dei suoi tre ospedali e cliniche nella zona di Raleigh-Durham l’aggiornamento delle cartelle cliniche, la prescrizione di cure mediche, di analisi di laboratorio e la gestione di esami quali le TAC e le risonanze magnetiche. La tecnologia IBM ridurrà il numero di codici di identificazione e di password richiesti, unitamente alle difficoltà della loro gestione, e consentirà al personale di Duke Medicine di eseguire in autonomia task informatici semplici, come il ripristino delle password La tecnologia sarà inoltre di aiuto a Duke Medicine per la sua conformità alla legislazione federale ad esempio l’HIPAA, che stabilisce chi deve o non deve avere accesso alle cartelle cliniche dei pazienti. Per poter accedere alle cartelle cliniche dei pazienti, ad esempio, i medici e gli infermieri devono essere registrati sul computer dell’ospedale. Nel caso in cui si dimenticassero di chiudere il collegamento, il software monitora e protegge la workstation terminando le sessioni non attive e richiedendo all’utente successivo di registrarsi per entrare nel sistema. Le soluzioni sviluppate si basano su IBM Tivoli Identity Manager, che si occupa della gestione dei codici di identificazione e delle password e gestisce inoltre un’applicazione chiamata Clinical Inbox utilizzata dai programmi di registrazione medica per creare note cliniche sotto dettatura. Clinical Inbox è stato sviluppato internamente presso Duke Medicine e funziona su IBM Lotus Notes.

Autore: ITespresso
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