A volte ritornano: l’emendamento Fava e il regolamento AgCom

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Contro DDL ammazza-blog

Nuovi DDL incombono sulla Rete italiana: la proposta dell’onorevole Fava e il Disegno di Legge Butti. L’allarme pirateria di Confindustria Cultura Italia e le mosse dell’AgCom

Già respinto dalla porta, l’emendamento Fava cerca di rientrare dalla finestra. Giudicato come un emendamento bavaglio e perfino anti-comunitario, ora il parlamentare Fava riprova a “modificare la disciplina sulla circolazione dei contenuti online addirittura nel disegno di legge sulle semplificazioni”. Lo riporta sul suo blog, l’avvocato esperto di diritto e Internet, Guido Scorza.

Ma fra le disposizioni ammazza-Internet non c’è solo la cosiddetta “SOPA all’italiana” dell’onorevole Fava (Lega). Settimana scorsa il senatore Alessio Butti (PDL) ha  presentato un nuovo disegno di legge per bloccare la riproduzione non solo di articoli di quotidiani su altre testate, ma perfino estratti, il linking o la citazione delle fonti. Il DDL Butti si configura come un attacco alla libertà dell’informazione online nell’era delle news? Secondo alcuni osservatori, il DDL rappresenterbbe un freno anche all’indicizzazione di aggregatori di notizie come Google News.

Ancora una volta tornano alla ribalta i DDL che cercano di mettere i “paletti” al Web, restringendo la libertà d’espressione. Mentre proliferano i DDL di enforcement del copyright e di lotta alla pirateria online, ha catalizzato interesse l’intervento dei giorni scorsi di Confindustria Cultura. Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia, ha rilasciato una nota molto dura: “Delibera AGCOM insabbiata? Sembra che l’Italia voglia dare il via libera a contraffazione e  pirateria digitale”. Parlando in merito all’indiscrezione sull’abbandono definitivo della delibera AGCOM in materia di pirateria digitale, Polillo ha così concluso: “Se fosse confermato l’Italia, già sotto osservazione nella comunità internazionale per gli elevati livelli di pirateria, tornerebbe a collocarsi nella lista nera degli Stati che favoriscono l’aggressione alla proprietà intellettuale. Sotto la pressione di campagne demagogiche promosse dalla lobby pro-pirateria che purtroppo sembra aver fatto breccia anche tra alcuni Parlamentari, l’AGCOM si arrenderebbe dopo quasi due anni di lavoro, abbandonando l’intento di individuare procedure efficaci per tutelare l’industria della cultura e della creatività italiana dagli attacchi dell’industria criminale della contraffazione che spaccia in rete prodotti sottratti illegalmente ai legittimi proprietari”.

Ma a raccogliere l’invito a cambiare rotta di Confindustria Digitale potrebbe essere proprio l’AgCom che potrebbe accelerare i tempi sulla direttiva di enforcement del copyright. Lancia l’allarme Vincenzo Vita, parlamentare PD: “Risulta che a breve l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni intenda concludere il percorso di approvazione del regolamento sul diritto d’autore.

Mentre l’Italia fatica a mettere nero su bianco un’Agenda Digitale, per rendere l’economia digitale un volano per la crescita del paese, c’è chi rema contro. E non si arrestano i tentativi, a ripetizione, di votare nuovi bavagli a Internet.

A maggio il Parlamento sarà chiamato a  rinnovare i componenti del Consiglio dell’AgCom, l’authority per le comunicazioni. Il giornalista Luca De Biase ha chiesto di cambiare registro nella scelta dei commissari: invece della consueta “lottizzazione partitocratica”, invita Nòva ad aprire una consultazione pubblica aperta ad operatori di rete, editori e associazioni degli utenti. Scegliere i commissari designati, che dovranno essere garanti di diritti e doveri su Internet, dovrebbe insomma essere una scelta condivisa. A partire da un’audizione pubblica come negli Stati Uniti: per conoscere curriculum e programmi dei commissari.

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Autore: ITespresso
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