Roaming UE, bozza di regolamento da rivedere dopo la pioggia di critiche

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Roaming UE, bozza di regolamento da rivedere dopo la pioggia di critiche
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Dopo le proteste al limite dei 90 giorni, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker è stato obbligato a una parziale marcia indietro: ha promesso il ritiro della proposta sul roaming UE, promettendone presto una nuova riformulazione

L’azzeramento del roaming UE continua ad essere un tema scottante in Europa. La bozza di regolamento, che conteneva il controverso limite di 90 giorni alla possibilità di usare le stesse tariffe nazionali anche all’estero, è stata criticatada tutti: l’abolizione del roaming dall mese di giugno del 2017, da certezza, è diventata aleatoria, applicata per intero solo a studenti e frontalieri. La bozza presentata dalla Commissione europea azzopperebbe, infatti, la cancellazione del roaming UE: esso sarebbe azzerato solo tre mesi all’anno per i cittadini europei che non rientrano nelle categorie di studenti e frontalieri. Conclusi i 90 giorni, i sovrapprezzi applicati salirebbero fino a 4 centesimi al minuto per le telefonate, 1 centesimo per gli sms e 0,86 centesimi per ogni megabyte di traffico.

Roaming UE, bozza di regolamento da rivedere dopo la pioggia di critiche
Roaming UE, bozza di regolamento da rivedere dopo la pioggia di critiche

Una riforma così progettata segnerebbe il tramonto della fine del roaming UE. Il modello previsto dalla UE è inoltre farraginoso e burocratico: per poter godere del diritto al roaming senza sovrapprezzo, l’utente sarebbe costretto a riaccreditarsi sulla propria rete nazionale ogni 30 giorni.

La UE aveva giustificato la bozza di riforma, con il tentativo di evitare possibili abusi, da parte di chi potrebbe essere tentato ad acquistare servizi telefonici in un altro, dove le tariffe telefoniche risultassero vantaggiose, per esempio in Francia, rispetto al Paese europeo di origine o residenza.

Dopo la pioggia di critiche e le veementi proteste al limite dei 90 giorni, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker è stato obbligato a una parziale marcia indietro: ha promesso il ritiro della proposta, promettendone presto una nuova riformulazione in linea con le promesse precedente.

Autore: ITespresso
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