Roaming Ue, non è un regalo per nessuno

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Dal 15 giugno il roaming Ue nell’Ue è senza costi aggiuntivi. Tuttavia gli operatori telefonici dovranno fare i costi con minori entrate e gli utenti che non usano il roaming potrebbero trovarsi nella condizione di pagare per quelli che lo usano

Con il 15 giugno 2017, il roaming nell’Unione europea non ha più costi aggiuntivi. Dalle pagine dei nostri siti, sono già state spese parole e considerazioni a riguardo, tuttavia, vogliamo tornare sul tema sia per sottolineare il fatto che non tutto viene sempre regalato, sia per restare sempre sul ‘chi va là’  quando si parla di costi e tariffe. Secondo recenti articoli tratti da The Economist e da Financial Times, potrebbero verificarsi delle spiacevoli situazioni, specie se le compagnie telefoniche subodorassero il tracollo finanziario per via delle nuove regole.

Già perché una volta rientrati nel proprio paese d’origine e scoperta una bolletta inimmaginata, il roaming è stato responsabile di  casi da ‘shock da bolletta’. Dal 15 giugno scorso, le tariffe per l’uso di una rete estera non esistono più, per lo meno nell’Unione europea. L’eliminazione dei costi del roaming, di cui se ne sta discutendo dal 2006, riguarda sia gli obiettivi politici degli stati membri dell’Unione europea sia l’unificazione del mercato interno e la protezione dei consumatori.

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Proprio nel 2006, come ricorda Internazionale, Viviane Reding, commissario europeo alle telecomunicazioni, annunciò il progetto affermando che “solo quando si usa il cellulare all’estero ci si rende conto che in Europa ci sono ancora delle frontiere”. Tuttavia, oggi, con l’entrata in vigore di questa importante novità, non si devono trascurare alcuni punti necessari da sapere che possono, in un prossimo futuro, fare la differenza. Come infatti ricorda il Financial Times, potrebbe capitare che alcuni operatori telefonici chiedano l’esenzione dalle nuove regole sul roaming per evitare il tracollo finanziario. Infatti, la legge in esame prevede che “se a causa del nuovo sistema un operatore perda almeno il 3% del margine netto sui servizi , può applicare il roaming concordando le tariffe con le autorità di controllo”. Questo cosa comporterebbe? Probabilmente che gli operatori telefonici, specie i più piccoli, potranno essere i primi a chiamare in causa questa possibilità, al fine di non incappare in sofferenze dalle quali difficilmente potrebbero rialzarsi ma, d’altro canto, c’è l’European telecommunications network operators association (Etno) che afferma che entro il 2020 le compagnie telefoniche europee perderanno entrate per sette miliardi di euro e i più colpiti dovrebbero essere gli operatori più piccoli dell’Europa settentrionale, dove i contratti telefonici sono stati definiti da Internazionale “generosi e poco costosi”. 

Da metà giugno confermato lo stop al roaming nella Ue
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Le novità per i consumatori, tuttavia, non sono poche e anche alcuni operatori di telefonia mobile avranno dei vantaggi dal nuovo accordo. Quelli nei paesi mediterranei, per esempio, saranno ripagati dai dati dai turisti ‘maniaci’ di Instagram, per esempio, ora che non devono più pagare, questi useranno di più il telefono. Dal momento che i cittadini dei paesi dell’Europa mediterranea che vanno in vacanza al nord sono meno di quelli nordeuropei che viaggiano a sud, i paesi più caldi saranno anche quelli più avvantaggiati dalla normativa. Grandi operatori internazionali come Vodafone e Telefonica non subiranno questi effetti perché possono bilanciare i flussi di traffico attraverso le loro reti in ciascun paese. Tuttavia, la nuova legge, come si diceva, non sarà vantaggiosa per tutti i consumatori: se gli operatori dovranno far fronte ai minori guadagni delle tariffe all’estero, chi non usufruisce del roaming potrebbe trovarsi a pagare per chi lo usa, spiega Internazionale, dato che gli operatori troveranno quasi sicuramente qualche escamotage per applicare qualche balzello a chi abitualmente non viaggia ma usa sostanzialmente voce e dati nel proprio paese d’origine.

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