Rocca (Assolombarda): Dopo Expo l’area deve diventare una Silicon Valley

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Gianfelice Rocca
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Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda, in occasione dell’incontro dedicato a “50 Progetti per Far Volare Milano. Un anno dopo”, presenta la ricetta per il dopo Expo: una Silicon Valley italiana che sfrutti le condizioni infrastrutturali e di digitalizzazione del sito

Expo 2015, l’idea che la fiducia sia “il nostro petrolio bianco” e quella che, terminato Expo, l’area dedicata all’evento ceda il passo a una piccola Silicon Valley italiana.

Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda, in occasione dell’incontro dedicato a “50 Progetti per Far Volare Milano. Un anno dopo”, fa il punto sui progetti e sulla fiducia nel futuro. Rocca ha presentato la ricetta per il dopo Expo. “La nostra idea per l’area Expo al termine della esposizione è la creazione di una Silicon Valley italiana che sfrutti le condizioni infrastrutturali e di digitalizzazione del sito. Inoltre – prosegue Rocca – stiamo lavorando con alcune primarie aziende associate e con partner finanziari interessati a investire nell’area post evento, per trasformare questa idea in un progetto di fattibilità”.

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Come produzione manifatturiera, la Lombardia continua a risalire da inizio 2013 e, fatto pari a 100 il 2005 alla fine del terzo trimestre 2014, è tornata a quota 97,1. L’Italia continua a scendere, e cade a quota 80,3. Se guardiamo l’indice di fiducia del manifatturiero – che incorpora gli ordini, non è solo sentiment – Milano sta a +0,7, l’Italia sta a -7,1, e persino la Germania segna un -3,0 e la Francia -6,4. L’export lombardo segna nel terzo trimestre 2014 un incoraggiante +1,3%. La disoccupazione lombarda è del 7,7%, quella italiana è giunta al 13,2%. Il tasso di occupazione nostro è al 65,1%, quello italiano al 56%. Le liquidazioni volontarie nel Nord-Ovest da inizio anno sono scese del 12,8%: un calo netto delle imprese che gettano la spugna pensando di non farcela, mentre nel 2013 nello stesso periodo aumentavano del 2,7%. Nelle imprese ritorna a prevalere la passione sulla disperazione. E, per ogni fallimento, in Lombardia in questo 2014 ci sono 19 startup.

Milano riparte – ha proseguito Rocca – facendo leva sui suoi punti di forza. Cominciando dal mix equilibrato delle sue specializzazioni. L’alta quota di manifatturiero medium hi-tech con forte presenza di metalmeccanica, chimica farmaceutica, alimentare e moda. L’elevata quota di servizi in informazione e comunicazione, la forte densità di addetti nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, la concentrazione di grandi gruppi nazionali nel settore finanziario, del credito e assicurativo. Abbiamo in Lombardia 50mila addetti alla ricerca, pari al 21% del totale nazionale. E le imprese bio-med lombarde sommano il 49,5% del fatturato nazionale di settore. Ma non contano solo le imprese”.

La forza di Milano sta nelle sue otto Università con 180mila studenti di cui 13mila stranieri, nei suoi 143mila volontari impegnati nel privato sociale del terzo settore, nell’eccellenza raggiunta nel ranking internazionale di moltissimi suoi centri di ricerca, con 1.100 pubblicazioni su riviste scientifiche per milione di abitanti, rispetto alle 880 della Germania e alle 758 dell’Italia.

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“Con il nostro piano strategico articolato in 50 progetti – ha detto Rocca – abbiamo scelto di fare appello a tutte le energie vive dei nostri territori, coinvolgendo nella nostra rete di alleanze non solo le istituzioni milanesi, lombarde e nazionali, ma oltre 100 partner. Alcuni risultati ottenuti nel primo anno ci sembrano già particolarmente significativi”. “Tra i progetti per accompagnare le nostre imprese alla crescita, ne sottolineo quattro”, ha detto Rocca. “Il primo è sulla regolarità dei tempi di pagamento. La fiducia pubblica si costruisce innanzitutto con la lealtà dei pagamenti nei tempi di legge. Ebbene, mentre lo Stato in un anno e mezzo ha pagato 32,5 miliardi di euro dei suoi debiti commerciali alle imprese, Assolombarda in pochi mesi con il suo Codice Italiano Pagamenti Responsabili ha associato 150 tra imprese ed enti, con oltre 200mila fornitori complessivi: per un volume di pagamenti tra privati entro i tempi di legge di oltre 63 miliardi di euro l’anno. Come si vede, se si vuole si può fare. Vogliamo che questo strumento di trasparenza si diffonda in tutta Italia”.

“Il secondo riguarda la sicurezza sul lavoro. Milano non solo è già la grande città italiana con il minor numero di incidenti nelle fabbriche. Ma noi come Assolombarda abbiamo formato in un anno 2.100 rappresentanti aziendali con 41 corsi in collaborazione con le istituzioni. La sicurezza costruisce coesione sociale, serenità e unità nelle imprese: non è solo questione di quanti ispettori del lavoro lo Stato può assumere”.

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Il terzo riguarda i giovani e la scuola. Come Assolombarda ci siamo impegnati direttamente per sostenere e diffondere il contratto di apprendistato per l’inserimento dei giovani nelle aziende. Abbiamo realizzato accordi di rete in 6 settori coinvolgendo 100 imprese aderenti e 80 istituti tecnici e professionali su 141 del nostro territorio, con 3.500 studenti inseriti in progetti di alternanza scuola/lavoro. Abbiamo creato 4 Fondazioni ITS (Istituti Tecnici Superiori) e svolto un ruolo primario nell’attivazione di 6 ITS (il 21% dei 29 lombardi nell’anno scolastico 2014-2015)”. Il quarto – ha continuato Rocca – riguarda il fisco locale: realizzando ogni anno con sistematicità il raffronto comparato delle imposte locali dei Comuni dell’ex provincia di Milano, Monza e Brianza, abbiamo dato vita a uno strumento di trasparenza che rende evidente come la leva del fisco locale debba essere volta all’attrattività locale, non alla penalizzazione delle attività produttive”.

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