Rodota’: disabili e media; barriere comunicative o nuove opportunita’?

Sicurezza

"La vita sta cercando di riprendersi il diritto". Cosi’ ha esordito StefanoRodota’, intervenendo al Convegno di Studio "Persone con disabilita’ e media- Barriere comunicative o nuove opportunita’?"

Roma – “La vita sta cercando di riprendersi il diritto”. Cosi’ ha esordito Stefano Rodota’, intervenendo al Convegno di Studio “Persone con disabilita’ e media – Barriere comunicative o nuove opportunita’?” tenutosi presso la Camera dei Deputati lo scorso 25 giugno. Il Garante per la protezione dei dai personali ha affrontato, con la puntualita’ con gli e’ congeniale, gli aspetti salienti del rapporto intercorrente tra dignita’, liberta’, riservatezza e soggetti deboli. Se il codice civile distingueva tra soggetti “capaci” e soggetti “incapaci”, soffermandosi sulle loro caratteristiche e capacita’ di concludere transazioni economiche, “allontanando la vita”, oggi questa distinzione tende ad essere superata in virtu’ di nuovi valori riconosciuti all’individuo in quanto tale, poiche’ “la vita e’ un movimento irregolare e multiforme” (Montaigne). “La nostra Costituzione” – afferma Rodota’ – “e’ l’unica in Europa che utilizza il termine ‘esistenza’, all’articolo 36: ‘il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantita’ e qualita’ del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se’ e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa'”. Tuttavia la liberta’ e dignita’ della esistenza non possono essere circoscritte alla tutela del cittadino lavoratore in senso stretto, ma devono necessariamente estendersi a tutta la collettivita’, sulla base del dettato degli articoli 1 e 3 della Costituzione che sottolineano come la Repubblica italiana, democratica e fondata sul lavoro, “ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la liberta’ e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica economica e sociale”, in una parola, alla vita pubblica. La tutela della dignita’ della persona riguarda i suoi aspetti piu’ intimi e – ribadisce concludendo Rodota’ – e’ una precondizione necessaria alla liberta’ delle persone tutte: non e’ un caso che la legge n. 675/96 si apra con uno specifico riferimento a che “il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle liberta’ fondamentali, nonche’ della dignita’ delle persone fisiche”. STUDIOCELENTANO.IT

Autore: ITespresso
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