Router con il patentino, avviata la consultazione pubblica

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Potrebbero arrivare una tassa sul router e un patentino per gli installatori. Al via una consultazione pubblica entro il prossimo 15 aprile

Il timore che possa entrare in vigore una tassa sui router non è scongiurato, ma soprattutto si teme che possa spuntare “un patentino per il router“. L’argomento è diventato oggetto di una consultazione pubblica presso il Ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Paolo Romani e il conseguente decreto dovrebbe essere il recepimento di una direttiva europea (Pdf) sulla liberalizzazione nei mercati delle apparecchiature terminali Tlc. In realtà – per come è stato concepito – potrebbe essere fonte di una nuova tassa.

Ma ripercorriamo le tappe di questa vicenda. Lo scorso novembre Stefano Quintarelli aveva denunciato l’arrivo di un nuovo balzello che pendeva sugli internauti a causa di un’interpretazione equivoca di una Direttiva europea.
La nuova imposta sarebbe frutto del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2010 in cui si legge che “se si vuole installare un device e collegarlo alla rete di comunicazione pubblica, bisogna chiamare un installatore iscritto all’albo. Spiegava Quintarelli nei mesi scorsi che la burocrazia è in agguato: “Se bisogna installare un router, uno switch, qualsiasi dispositivo che si colleghi in Rete”, non si può fare da sé o chiamare chi desideriamo, ma occorre chiamare “un tecnico iscritto all’albo: prevista, in caso contrario, una sanzione da 15.000 a 150.000 euro“.

Una volta approvata la disposizione, potrebbe essere reso obbligatorio un “patentino” anche per l’installazione di un semplice router. All’articolo 10 comma 1 della bozza si legge quanto segue: “in attuazione del disposto di cui all’articolo 2, comma 2, lettera f) del decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198, gli utenti possono provvedere autonomamente all’esecuzione dei lavori di cui all’articolo 2, comma 2, quando l’impianto interno di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla sua complessità e dalla larghezza di banda offerta dall’operatore di rete, ha una capacità non superiore a dieci punti di utilizzo finale e l’allacciamento dell’impianto stesso alla rete pubblica di comunicazione elettronica richiede il solo inserimento del connettore nel relativo punto terminale di rete“. Ora vedremo cosa emergerà dalla consultazione pubblica, ma la burocrazia in Italia è riuscita a creare il “bollino Siae”; e quindi il “patentino Router” è in agguato. La consultazione pubblica  a questo indirizzo raccoglie commenti e osservazioni entro il prossimo 15 aprile.

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