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Google Transparency Report fotografa lo stato della censura online

RSf: Lo stato della censura online nel 2011

La censura online è lontana dal diminuire, visto che nel 2011 il 30% in più dei blogger sono stati arrestati. I dati sui paesi “Nemici di Internet” nel rapporto di Reporters Senza Frontiere (RSF)

Nella giornata mondiale contro la cyber censura, Reporters Senza Frontiere (RSF) aggiorna l’elenco dei “Nemici di internet” e pubblica i paesi sotto stretta “cyber sorveglianza”. La censura online è lontana dal diminuire, visto che nel 2011 il 30% in più dei blogger sono stati arrestati, e in questo conteggio hanno avuto un peso la guerra civile in Siria e la guerra in Libia, culminata quest’ultima con l’uccisione del dittatore Gheddafi. Ma in Siria anche Eric Schmidt di Google ripete da mesi che la brutalità del regime è ormai sotto gli occhi di tutti. RSF denuncia che si attestano a 120 i cyber dissidenti ancora detenuti in galera.

La lista dei “Nemici di Internet” si infittisce: nel rapporto 2012 Bahrein e Bielorussia si sono unite al già drammatico elenco di Arabia Saudita, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Iran, Uzbekistan, Siria, Turkmenistan e Vietnam. Questi sono paesi dove è pesante la propaganda on line, dove si usano filtri per censurare l’informazione, dove il tecno-controllo è adoperato per riconoscere i cyber dissidenti (che non si avvalgono di TOR), dove l’accesso alla rete è monitorato e centellinato (l’anno scorso in Tunisia ed Egitto venne “staccata” Internet). La lista dei paesi non internet-friendly si è dunque allungata, e Thailandia e Birmania stanno per entrare nel poco invidiabile gruppo dei Nemici di internet. Nella zona grigia si affollano anche Pakistan, l`Azerbaijan, il Marocco e il Tadjikistan.

Contro la censura online esistono dei “kit dsi sopravvivenza digitale”: in Egitto ebbero un ruolo importante i numeri messi a disposizione da Google; Speak2Tweet, un servizio, sviluppato insieme a Google, per registrare e ascoltare i messaggi vocali inviati via telefono a Twitter; le connessioni cifrate attraverso il software di anonimizzazione Tor; il programma per creare siti web, forum, blog e portali, al di fuori del web, che si diffonde in peer to peer (p2p) e si duplica nel Pc di ogni singolo nodo collegato; i sistemi di Google e Harvard per denunciare la censura nel mondo.

Rapporto RSF sulla censura online

Rapporto Reporters senza frontiere (RSF) sulla censura online

Mirella Castigli
Autore: Mirella Castigli
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