Rupert Murdoch recita il requiem dei giornali online gratuiti

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Mentre il New York Times minaccia di chiudere i battenti al Boston Globe, Rupert Murdoch spiega che la stampa può sopravvivere solo facendo pagare le news online

L’era del tutto gratis sta (di nuovo) per volgere al termine ? A poco più di un anno emezzo dall’annun cio del Wall Street Journal gratuito , sostenuto dalle inserzioni pubblicitarie come il rivale New York Times, Rupert Murdoch (che acquisì il WSJ per 5 miliardi di dollari) ha decretato il requiem dei giornali online gratuiti: secondo Murdoch, la stampa può sopravvivere solo facendo pagare le news online.

Murdoch all’epoca sostenne di preferire 10-15 milioni di utenti a un milione di abbonati.

Ma ancora non si erano abbattute la recessione 2009 e la crisi della stampa e del mercato pubblicitario, che avrebbero eroso ricavi ai giornali.

Le parole di Murdoch sulla fine delle news online gratuite risuona mentre il New York Times minaccia di chiudere i battenti al Boston Globe.

Poche settimane fa la casa editrice Hearst ha decimato e poi dato l’ addio all’edizione cartacea del Seattle Post-Intelligencer , un giornale con 146 anni di storia alle spalle. Il quotidiano migra online. Anche il San Francisco Chronicle potrebbe essere venduto o chiuso. EW Scripps ha chiuso il Rocky Mountain News di Denver, alla vigilia del 150esimo compleanno.

Google ha appena chiuso l’advertising radio di Google (Google audio ads) e Print Ads.

Autore: ITespresso
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