Safari 3 per Windows e 300 nuove funzionalità per Leopard

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Mac OS X 10.5 e la beta del nuovo browser di Apple sono stati i protagonisti
del discorso inaugurale di Steve Jobs alla Worldwide Developers Conference.
L’iPhone si ispirerà al Web 2.0

Steve Jobs è riuscito ancora una volta a stupire tutti (ma ha deluso Wall street, il titolo ha perso il 3.5%): al keynote della Worldwide Developers Conference ha invitato gli utenti di Windows a provare la beta di Safari 3 , il browser di Apple. La proposta fa sorridere, perché tutti si aspettavano annunci a effetto, e invece Jobs ha riproposto una guerra dei browser, decisamente un po’ demodé e datata e forse anche senza senso da quando Firefox ha iniziato a scalare le classifiche browser

contro Internet Explorer (che per altro domina su tre quarti dei Pc: Safari secondo Apple è al 5%, contro il 15% di Firefox e il 78% di IE). Ma nell’era delle applicazioni ibride on e offline (soprattutto dell’anti Office di Google), la centralità del browser torna sotto i riflettori. E Steve Jobs è sempre in anticipo sui tempi: dunque Safari 3 sbarcherà su Windows e spera di simulare l’effetto iPod per strappare nuovi utenti a Microsoft. Inoltre Safari sarà il browser dell’iPhone (in arrivo il 29 giugno). Secondo il test standard iBench, Safari è il browser più veloce che gira su Windows, due volte rispetto a Internet Explorer 7 e fino a 1,6 volte più veloce di Firefox 2. Ma il vero protagonista della conferenza di San Francisco è stato Leopard:Mac OS X 10.5 uscirà a ottobre al prezzo di 129 euro per la licenza utente singolo, e 199 euro per il Family Pack (5 utenti domestici). Jobs ha illustrato una decina delle 300 nuove funzionalità di Leopard: i detrattori hanno già detto che “sembra Vista“, ma Apple scommette sul prezzo (inferiore a Vista e senza aumenti: “Basic version, $129. Premium version, $129. Business version, $129. Enterprise version $129. Ul timate version, $129”) e sul nuovo look and feel del desktop, sul nuovo Finder e sull’applicazione di anteprima Quick Look (che beneficia del software OpenGL-infused Core Animation per avere la preview anche di file multimediali e multipagina). Leopard supporta i processori a 64 bit di Intel, ma consente di continuare a usare applicativi e driver a 32 bit. Il back up si affida a Time Machine che, come dice il nome, fa automaticamente una copia aggiornata di ogni file e permette di viaggiare avanti e indietro nel tempo: la ricerca di file persi avviene con Spotlight. Il Finder di Leopard ha una nuova barra laterale e comprende l’opzione Cover Flow. Anche il Dock è stato equipaggiato di Stacks, per mettere ordine nel caos dei download. Jobs ha dato dimostrazione di Back to My Mac per cercare file sul proprio computer e accedervi da remoto attraverso la Rete. Inoltre Boot Camp di Leopard supporta Windows Xp e Vista. Spaces permette di avere molteplici desktop workspace. Sull’iPhone sappiamo che ogni segreto verrà rivelato all’attesissimo lancio del 29 giugno: ma Steve Jobs ha regalato un piccolo scoop. L’iPhone sfrutterà il successo del Web 2.0: sull’iPod cellulare gireranno applicativi creati con gli standard Internet Web 2.0, senza compromettere la sicurezza del dispositivo che permetterà di telefonare, inviare mail, ascoltare musica e visualizzare località su Google Maps eccetera. La piattaforma iPhone sarà aperta ad applicazioni (in Web 2.0/AJAX) di terze parti via Web: grazie al WebKit engine di Safari. Infine una smentita: Apple ha negato il passaggio al file system Zfs di Sun.

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Autore: ITespresso
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