Samsung Bixby, non è poi così facile portare l’AI a tutti

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Bixby su Galaxy S8

Bixby, la soluzione di Samsung basata su AI per consentire l’interazione completa con i device e le interrogazioni in linguaggio naturale, non sarà disponibile in italiano a breve ed è in ritardo anche su tutte le lingue principali

Doveva essere uno dei piatti forti dello smartphone Samsung Galaxy S8, invece sembra proprio che non andrà così e che, almeno in Italia, ci sarà molto da aspettare per sfruttare tante caratteristiche dell’assistente intelligente in grado di apprendere dalle nostre richieste proposto da Samsung, Bixby appunto. E questo potrebbe anche influire sulla presenza di Bixby sul nuovo Galaxy Note 8 che è tra le proposte prossime più attese dal grande pubblico. 

Al momento Bixby, la soluzione di AI di Samsung, è utilizzabile solo in lingua coreana, è in ritardo il supporto completo per l’inglese (che sarebbe dovuto arrivare in primavera), così come quello per altre lingue del cosiddetto gruppo “A”, il gruppo cui è riservata la prima localizzazione in ordine temporale (tra queste c’è anche il cinese, ma sulle pagine Samsung anche per francese e tedesco non ci sono buone notizie).

Di sicuro gli italiani andranno avanti sereni a utilizzare il tasto Bixby Home per tanti mesi, aspettando l’arrivo del vero piatto forte, Bixby Voce, non si sa fino a quando, e forse adattandosi a sfruttarlo in lingua inglese (per ora in beta).

Bixby - Con l'attivazione vocale o con un semplice tocco
Bixby – Con l’attivazione vocale o con un semplice tocco Bixby non solo risponde alle richieste cui ci hanno abituato gli altri assistenti vocali, ma sarebbe in grado di gestire anche le impostazioni dello smarpthone. Al momento il funzionamento di ogni caratteristica come voluto da Samsung è possibile solo in coreano, arriverà presto il supporto per l’inglese, ma è in ritardo rispetto ai tempi  previsti.

La prima grande verità è che qualsiasi sistema di apprendimento ha bisogno di un avanzato training, di tantissima esperienza sul campo, perché le logiche linguistiche esigono oggi ancora un lungo periodo in palestra, e non c’è alcun algoritmo in grado di proporre soluzioni all’altezza, senza prima aver sperimentato sul campo l’interazione con un vero essere umano per mesi (anzi anni).

Allo stesso tempo Samsung sa bene di non potere sbagliare, esordendo in un agone in cui sono già presenti attori importanti e giustamente adempiendo al suo ruolo guida, almeno per quanto riguarda i volumi di smartphone venduti nel mondo. In un certo senso viene ulteriormente smascherata una strategia di marketing, in verità comune a tanti vendor, a nostro avviso che non paga, per cui a volte non si esita a vendere la pelle del’orso ancora prima di averlo realmente catturato.

Bisogna dire però che l’obiettivo di Samsung con Bixby è in verità anche molto ambizioso, si vorrebbe infatti consentire praticamente quasi il controllo pieno dello smartphone tramite il linguaggio corrente.

E in questo ambito, almeno in coreano, sembra che i risultati di Bixby siano eccellenti, per esempio nel controllo delle voci sulle impostazioni dello smartphone (luminosità, volume, etc.) ambiti in cui chi è sceso prima in campo (i vari Siri, Google Assistant e Cortana) non sono ancora impeccabili. Cortana per esempio, ancora oggi, interrogata da un pc sugli aggiornamenti di Windows apre Bing.

A maggior ragione siamo certi che anche in Samsung siano consapevoli del fatto che un così alto livello di interazione con lo smartphone sarebbe possibile solo dopo lunghi periodi di training in tutte le nazioni più importanti anche magari a un livello di interazione inferiore. Proprio per questo arrivare subito a un ampio pubblico, magari con funzioni minori è forse l’unica via possibile. un vero peccato quindi rallentare ancora. 

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