Samsung Serie 5, i Chromebook sono tra noi

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I Chromebook non sono notebook, né netbook e non sono tablet, possono servire a chi vive praticamente solo online, ma non sostituiscono nessun altro device e hanno bisogno di applicazioni dedicate per funzionare. Ecco la proposta di Samsung con la Serie 5 e prezzi a partire da 399 euro

Samsung Serie 5 è il primo Chromebook disponibile anche sul mercato italiano. Funziona con il sistema operativo di Google Chrome e Samsung ci tiene a presentarlo come il notebook per chi vive sempre online. Non è quindi un notebook come gli altri, fa bene tutto quello che si può fare nel mondo Google, ma non può sostituire nessun altro device.

Non è un netbook, non è un tablet, tantomeno uno smartphone. E’ un Chromebook, appunto. E non è una distinzione di poco conto. Chi lo scegliesse per fare editing di foto e video, pensasse di poter installare le applicazioni che usa su Windows o sui Mac o gestire le proprie risorse hardware con disinvoltura, come è abituato a fare su un normale notebook, rimarrebbe deluso dall’acquisto. Chi invece volesse un sistema da avviare in meno di dieci secondi, riavviare in un battito di ciglia, un sistema davvero portatile, con una buona autonomia della batteria (fino a oltre 8 ore, 5 di riproduzione video continuata), da non rimpiangere in caso di furto… Allora può valutare l’acquisto e procedere nella lettura, perché Samsung Serie 5 nasce per Chrome OS, un sistema operativo ad hoc per vivere con tutti i propri dati in the cloud, al sicuro se si perde o viene rubato l’hardware, in modo da ricominciare pochi minuti dopo a lavorare con un altro Chromebook. Anche per questo il ‘disco fisso’ di Samsung Serie 5 è di appena 16 Gbyte (2 sono i Gbyte di RAM), c’è un lettore di schedine di memoria e le prese USB per caricare in memoria quello che serve pronti per andare in the cloud e pubblicare quello che si vuole nei propri spazi sul Web. Per fare questo basta e avanza il processore in dotazione, Intel N570 1.66Ghz Dual Core, è più che ampio il display a finitura opaca da 12,1 pollici (WXGA LCD, risoluzione 1280×800 a 300 nit di luminosità) ed è quasi indispensabile il modulo 3G, la cui presenza o assenza è l’unica variabile d’acquisto (insieme al colore scuro, o bianco) su Pixmania, che al momento è il canale d’elezione di vendita.

La schermata di Web Store, da cui si scaricano le applicazioni dedicate ai Chromebook

Samsung ci spiega che sono in corso accordi con gli operatori mobile, ma per il momento Samsung Serie 5 si compra sul Web, a 449 euro (con il modulo 3G) e a 399 euro solo WiFi. Non sono pochi, se paragonati a una proposta netbook, non sono molti se si vuole paragonare Samsung Serie 5 a un device schermo+tastiera superleggero, che però è un vero notebook, come Apple Air. Un confronto che parte più che altro da dimensioni e peso (1,48 Kg per il Chromebook, un etto e mezzo di meno circa per Air), perché Air è comunque un notebook a tutti gli effetti e anche più leggero, ma costa per questo anche molto di più.

Le applicazioni che girano su Google Chrome si scaricano da un app store distinto da quello di Google per Android. Ce ne sono tante, quelle che bastano per vivere in the cloud, ma quelle sono. Da Luglio sarà possibile usarle anche offline (Html 5 aiuta), per poi caricare il proprio lavoro non appena si torna in rete, ma al momento Chromebook offline permette di fare pochissimo, certamente configurare alcuni parametri del sistema e poco più. Il sistema Chrome offre invece alcune opzioni interessanti nel caso si voglia condividere in qualche modo l’utilizzo della macchina, perché aprire l’apposito account ‘guest’ non richiede alcun riavvio o riconnessione, basta selezionare una voce dal menu a tendina, con la certezza che i dati e la navigazione del proprietario restino inaccessibili (sono al sicuro in the cloud) e quelli dell’ospite, che può accedere alla rete in un istante, pure.

I Chromebook permettono la condivisione semplice del device perchè è facile offrire l'accesso agli ospiti, senza riavvio. Possono rappresentare il modo più rapido per lavorare in the cloud, a patto di essere sempre online
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