Sanyo Xacti VPC E6

Workspace

Un grande schermo Lcd e un’estetica particolarmente gradevole
contraddistinguono questa piccola compatta

Sanyo è stato il primo produttore a rompere gli indugi e a montare un grande schermo a cristalli liquidi da 3 pollici su una compatta digitale. È la prima caratteristica che salta agli occhi prendendo in mano la Xacti VPC E6, il cui retro è interamente occupato dal display. Se ne avvantaggia ovviamente il menu che diviene più grande e lascia poco spazio agli errori, anche grazie a una valida finestra di dialogo che offre tutte le informazioni necessarie per la scelta delle modalità utili in base alle specifiche situazioni. La E6 si propone con un’estetica molto gradevole, dagli angoli arrotondati e dal peso molto contenuto, di appena 134 grammi senza scheda e batteria. È semplicissima da usare pur avendo una grande quantità di opzioni che consentono di scegliere diversi programmi predefiniti e alcune funzionalità che migliorano la qualità delle immagini. Monta un sensore da circa 6 Megapixel e vanta una risoluzione massima di 3.680×2.760 pixel, che assicura una buona qualità di stampa anche con ingrandimenti di un certo rilievo. È possibile, come sempre, scegliere diverse modalità di compressione. Anche la funzione video è di buona qualità, con una risoluzione pari a 640×480 pixel e 30 fotogrammi al secondo, con la possibilità di corredare i filmati di audio. Un’altra interessante caratteristica è la tecnologia Touch sensor che permette di mettere a fuoco appena si sfiora il pulsante di scatto, riducendo al minimo il ritardo di scatto: 0,05 secondi. Bisogna però fare attenzione a non usare con troppa disinvoltura tale modalità, perché, assieme all’ampio display, ci fa consumare velocemente le batterie. L’essenzialità del design valorizza l’aspetto della fotocamera. Sul davanti appare solo l’obiettivo e il flash integrato; mentre sul retro, trovano posto i pochi comandi a lato dello schermo Lcd. Un ampio tasto consente di modificare la focale dell’obiettivo zoom a 3 ingrandimenti, equivalente a una escursione focale di 38-114 mm. Le dimensioni non variano al cambio di focale, perché i movimenti dell’ottica avvengono all’interno del corpo macchina. Un ampio joystick a quattro pulsantini con il tasto di conferma centrale consente di navigare senza problemi all’interno del menu e di far scorrere le immagini archiviate. Oltre alle indicazioni presenti sul display, possiamo farci aiutare dall’audio, che spiega le funzioni in uso. La chiarezza del menu e la facilità d’uso consentono a chiunque di mettersi immediatamente a scattare, senza dover studiare il libretto di istruzioni. La E6 non è certo una compatta che si rivolge a coloro che intendono addentrarsi nelle complessità tecniche. È comunque una fotocamera che consente di personalizzare le foto usando i filtri, la variazione intenzionale dell’esposizione, il bilanciamento del bianco e la sensibilità che si spinge sino a 400 Iso. Numerosi i programmi di ripresa, che spaziano dall’automatismo completo alle varie modalità predefinite, dal ritratto al paesaggio, dai fuochi artificiali ai soggetti in movimento, ai notturni. C’è anche la modalità Best shot, attraverso la quale è possibile scegliere lo scatto migliore tra i quattro visualizzati contemporaneamente sullo schermo. Un difetto per la verità l’abbiamo trovato. È divertente da usare e la semplicità che la contraddistingue spinge forse un po’ troppo a utilizzare le varie modalità, con il rischio di rimanere a secco con la batteria. Ci ha soddisfatto pienamente dal punto di vista qualitativo e nell’uso pratico. La sua compatezza consente di portarla sempre con sé, senza troppo ingombro. Attenzione però quando la riponiamo in borsa. Il pulsante di accensione è fin troppo sensibile e si rischia di accendere accidentalmente la fotocamera.

Votazione: 85

Autore: ITespresso
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