Save the Children illustra i rischi su Facebook

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Teenager e adulti cercano l’amicizia su Facebook. Il pericolo corre sul Web 2.0? Ecco le sette regole d’oro per prevenire i problemi su Facebook, instant messaging e social network

Save the children lancia un allarme sull’utilizzo di Facebook da parte dei più giovani. Il 14% dei teenager (in grande aumento rispetto all’8% di un anno fa) offre su Facebook foto di nudo in cambio di ricariche per il cellulare o soldi. Il 14% di chi ha più di 15 anni e il 10% sotto i 15 anni non ha problemi a spedire proprie foto nude per ricevere una ricompensa in denaro o equivalente. Il 41% dei teenager cerca abitualmente online immagini a luci rosse, il 22% usa la Rete per conoscere persone con cui instaurare relazioni intime. Sia teenager che adulti sfruttano i social network come un tempo le discoteche, per fare nuove conoscenze.

Già nel 2009 il decimo Rapporto Annuale Eurispes-Telefono Azzurro informava che il 71% degli adolescenti tra i 12 e i 19 anni ha un profilo su Facebook: una “generazione tecnologica“ con i pro e contro delle Bit-generation. Anche secondo dati recenti dell’ Eurobarometro, il 74% dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni ha navigato su Internet almeno tre ore al giorno, e quasi tutti hanno visto materiale pornografico. Uno su tre chatta sotto gli 11 anni, e uno su due frequenta social network e siti della galassia Web 2.0.

Facebook è appena stato premiato dalla prestigiosa rivista americana Time (che ha concesso la copertina di Persona dell’Anno al suo fondatore e Ceo, Mark Zuckerberg) perché ha saputo rendere il mondo piatto, all’interno del giardino recintato (“walled garden”), accorciando le distanze fra individui  all’insegna del paradigma dell’amicizia virtuale. Facebook ha risolto i problemi della comunicazione a distanza. Ma non mancano gli aspetti negativi in questo scenario di mondo globalizzato dove tutti (500 milioni di utenti attivi) possono essere amici di tutti: l’Over sharing (dovrebbe esserci un bilanciamento tra presenza online e mondo reale, ma la privacy a volte salta e non rimangono privati fatti che dovrebbero rimanere tali); la privacy è infatti la prima cenerentola dei social network; Facebook poi sarebbe all’origine del 15% dei divorzi britannici; l’assenza dell’oblio digitale (c’è chi invia sul social network immagini dei propri figli minorenni quotidiane, e ci saranno ragazzi la cui infanzia è stata scandita da racconti dei genitori su Facebook: una cronistoria da cui non potranno sfuggire).

Nell’era della visibilità online, anche il voyeurismo è in agguato. Ecco le sette regole d’oro per prevenire i problemi con i social network.

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