Scacco matto di Google alla Cina: Yahoo!, Microsoft e gli altri che fanno?

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Google ha minacciato lo stop alla censura in Cina e raccoglie le lodi di Eff: riappaiono il Dalai Lama e Tien an men online. Le manovre di Google avranno impatto su Yahoo!, Microsoft e le altre aziende Usa? Invece i Dns di Baidu sono sotto cyber-attacco iraniano

La decisione di Google di eliminare i filtri della censura a Google.cn, che impedivano agli utenti cinesi di ricercare liberamente in Rete, per trovare informazioni su Piazza Tienanmen, democrazia e altri argomenti sensibili, è uno scacco alla Cina. Ed è frutto di un cyber-attacco, violento e sofisticato , alle infrastrutture di Google. Una risposta “politica” di Google per difendere il proprio business.

Ma intanto riappaiono il Dalai Lama online e Tien an Men su Google.cn. Per le guardie rosse online che spiano i cyber-dissidenti, oggi si preannuncia una giornata difficile, nonostante il Great firewall che assicura la Grande Muraglia della tecno-censura online.

Secondo uno studio di Jp Morgan, se la Cina mandasse via Google dalla Cina, a Google costerebbe forse meno di 600 milioni di dollari di ricavi, non troppo: anche perché Google.cn detiene appena il 20% del market share cinese, contro circa il 70% del locale Baidu. A Google la mossa, pur non dettata da motivi umanitari, frutterebbe in una rendita di simpatia (nel solco del motto Don’t be evil). Non dimentichiamo che la famiglia di Sergey Brin, co-fondatore di Google, arriva dall’ex Unione Sovietica e la decisione di piegarsi alla censura online, non è mai stata digerita né da Brin né dalle associazioni umanitarie come Amnesty e Eff.

Electronic Frontier Foundation (Eff) elogia la mossa di Google. Anche Adobe ha subito intrusioni, mentre l’attacco ai Dns di Baidu da parte iraniano, firmato dall’ Iranian Cyber Army , sarebbe di natura diversa (fonte: ZdNet ).

Ma il nuovo approccio di Google in Cina, illustrato in un duro post , avrà impatto anche su Yahoo! , Microsoft e le altre aziende Usa? In questi anni sottoposti alla rigida censura cinese sono stati Skype , Cisco , Microsoft e soprattutto Yahoo!. Twitter e Flickr vengono censurati continuamente da Pechino. Tempo fa da una ricerca di Pew Internet emerse che ai cinesi la censura non dispiaceva, anche se quest’estate su Green Dam, l’ipotesi di filtro dentro i Pc, ha seminato una mezza rivolta degli internauti cinesi su Twitter .

Per Yahoo!, ora alleata di Microsoft, potrebbe essere l’occasione storica per guadagnare terreno nel difficile mercato cinese, dominato da Baidu. Ma le Internet company, che approfittassero delle grandi manovre di ritiro di Google, verrebbero sommerse dalla pubblicità negativa. Tra l’incudine dell’etica e il martello del market share, vedremo cosa sceglierà Microsoft-Yahoo!.

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