Scambio di file… a dorso di mulo

Management

Seguiteci alla scoperta del più diffuso e apprezzato programma di file
sharing in circolazione. Vi sveleremo come si installa, come imparare a
utilizzarlo e tutti i trucchi per farlo rendere al massimo.

Lo scrittore di fantascienza Philip K. Dick si chiedeva se gli androidi sognano pecore elettriche. Noi, invece, non abbiamo dubbi: gli appassionati di peer to peer si sognano, anche di notte, il mulo elettronico, eMule. L’uso di questo straordinario programma di file sharing (scambio di file on-line) è talmente in crescita che, ormai, i pochi concorrenti rimasti (tra questi spicca solo Direct Connect, nella versione DC++) non se li fila quasi più nessuno. In principio fu l’asino elettronico, eDonkey (la cui rete è tuttora in funzione). Poi, dal 2002, il ?mulo? prese il posto dell’?asino?, da cui discendeva. Queste metafore sono quanto mai azzeccate: muli e asini sono bestie da soma. Non schizzano come gazzelle, e non sono belle come levrieri. Ma fanno con onestà il loro mestiere: trasportano ?di là e di qua? quanto più materiale possibile. Come dice l’adagio, vanno piano e lontano. In effetti eDonkey prima, e la sua naturale evoluzione eMule poi, hanno questa caratteristica: scaricano i file con grande efficacia, alla distanza. Sono potenti, non veloci. E sono indicati per scaricare file di grossissime dimensioni (DVD, programmi, giochi e così via), o grandissime quantità di file (si parla anche di diversi Gb al giorno!). È per questo che la maggior parte degli utenti usa eMule sette giorni su sette e, se dispone di un collegamento a banda larga (con abbonamento flat, chiaramente), anche ventiquattro ore al giorno. Eppure chi installa eMule per la prima volta non deve stupirsi se per qualche giorno non vede riempirsi l’hard disk di file: è perfettamente normale. Ma quando prende il volo (anzi quando va? ?al galoppo?), il mulo non si ferma più: saturerà la banda della vostra connessione ADSL (ne sconsigliamo, infatti, l’uso con una connessione con modem a 56K). Tanto che sarete costretti a limitare download e upload, se volete anche navigare e usare la posta elettronica.

Primi passi eMule è un programma aperto o, come si dice in gergo, open source. Questo vuol dire che viene distribuito con tanto di codice di programmazione liberamente accessibile, in modo che chiunque (i programmatori, si presume, o gli ?smanettoni?) vi possano mettere mano per migliorarlo. Un ?work in progress?, direbbe qualcuno. La versione ?ufficiale? del programma, che si trova alla pagina www.emule-project.net, è giunta alla 0.47C (distribuita da settembre). Esistono però decine di versioni modificate (chiamate ?mod?) che aggiungono funzionalità o risolvono problemi. Le più diffuse sono MorphXT (www.morphxt-italia.com), Neo Mule (http://neomule.sourceforge.net) e Xtreme (http://www.xtreme-mod.net). Per cominciare, comunque, la versione ufficiale di eMule è più che sufficiente. Dopo aver scaricato il file di installazione della versione O.47C (scegliete il file eseguibile chiamato Installer, è molto più comodo), fateci doppio clic sopra. La procedura di setup non comporta particolari problemi, anche perché il programma è disponibile in lingua italiana. Al termine dell’installazione, si avvia automaticamente un wizard, ovvero una procedura guidata che vi aiuta a configurare il programma affinché sia ottimizzato per il vostro sistema e per la vostra connessione Internet. Durante questa fase, infatti, dovrete indicare un nickname (un nome anche di fantasia con cui vi identificate), la velocità del collegamento a Internet (per esempio, un’ADSL Alice 2 Mbps dovrà selezionare la configurazione ?T DSL 2000?), il vostro sistema operativo e così via. Se trovate voci incomprensibili, non preoccupatevi: in questa fase, le impostazioni proposte dal programma vanno più che bene. Per esempio, eMule usa solitamente le porte di comunicazione TCP 4662 e UDP 4672: quindi non vanno cambiate. Al termine di questa procedura, il programma è installato e funzionante. Aprite la finestra delle Opzioni (utilizzando l’apposito pulsante nella barra principale) e date un’occhiata alle varie schede. Una delle più importanti è ?Cartelle?, che permette di indicare quali file mettere in condivisione (attenti a non distribuire fatture e documenti personali!), dove salvare i file scaricati e quelli temporanei. Questi ultimi (che hanno estensione PART, MET e BAK) hanno bisogno di molto spazio: regolatevi di conseguenza.

Il mulo nella rete Prima di iniziare a cercare i file con eMule, occorre capire, almeno a grandi linee, come funziona il programma. La particolarità di questo strumento, a differenza di illustri predecessori come Napster o Audiogalaxy, è che non esiste un server centrale al quale ogni utente si connette per scambiare i file. Ognuno, come il mitico ?Giano bifronte?, è sia server sia client, all’interno della rete. Quelli definiti server dal programma, in realtà sono semplicemente dei computer che contengono indici per effettuare le ricerche dei file. Quindi non si scarica dal server (come avviene per esempio con il protocollo FTP) ma il server vi indirizza a un file (anzi, a una parte del file) che si trova sul computer di un altro utente. Non importa, infatti, a quale server di eMule ci si connette: uno vale l’altro, l’importante è? partecipare (essere on-line). È per questo che nella scheda Server (che si apre all’avvio) non conta avere un elenco sterminato: ne bastano pochi ma buoni. Questi elenchi di server sono salvati in particolari file che hanno estensione MET. Per trovare questi file potete cercare con Google, oppure rivolgervi a siti specifici, come per esempio http://elboiler.p2pforum.it/server.met. Una volta aggiornata la lista dei server, collegatevi a uno di essi (grazie al pulsante Connetti in alto a sinistra). Controllate i messaggi che appaiono nel ?Registro eventi?, in basso. In particolare, controllate l’ID che vi viene assegnato: deve essere un numero elevatissimo, nell’ordine del milioni. In caso contrario verrete bollati con un ID basso (Low ID) e il programma non funzionerà a dovere: per esempio, due ID bassi non possono scambiare file. Le cause sono prevalentemente due: le porte che si utilizzano sono bloccate (per esempio da un firewall) oppure il collegamento alla Rete avviene tramite un router. Per risolvere questo problema, seguite i consigli che si trovano nell’ottima guida presente su www.emule.it (vedi la sezione ?Configurazione porte?).

Chi cerca trova eMule è installato e la lista server aggiornata. È il momento di cercare un file. Prima, però, occorre sapere che ogni file viene individuato con uno strano indirizzo. Lo si riconosce perché inizia con la sigla ?ed2k? (che richiama il vecchio programma ?eDonkey 2000?). Un indirizzo eMule, infatti, appare così: ed2k://|file|Nome_file.avi|14997504|965c013e991ee246d6|/ Il nome del file (con tanto di estensione) appare solo nella parte centrale del link. Segue la dimensione del file misurata in byte. La parte finale, invece, è una serie interminabile di numeri e lettere chiamato ?valore di hash? o ?filehash?, indispensabile per identificare univocamente il file nella rete (senza specificare dove trovare direttamente il file, come avviene nei link ?http?). La cosa interessante è che anche se si rinomina un documento, il link rimane lo stesso. Se non disponete di un link ed2k (si trovano ovunque: sul Web, nei forum di discussione, in Usenet), potete cercare un file grazie alla scheda Cerca. Nella sezione di ricerca, che si trova in alto a sinistra, specificate il nome del file da cercare, il tipo (per esempio se è un’immagine, un filmato, un’immagine disco ISO). Impostate il menu di ricerca su ?Globale (Server)?, quindi fate clic su ?Inizia?. Il programma restituisce 300 risultati alla volta: per ottenerne di più, fate clic sul pulsante Altro. Dopo aver individuato il file che vi interessa, basta farci doppio clic sopra per aggiungerlo alla lista dei download.

Controllate gli ?scarichi? Quando si prenota il download di un file, eMule individua gli utenti (ovvero i client) che lo mettono a disposizione, anche se dispongono solo di una sua parte. In pratica, si entra in coda di attesa. Una volta raggiunta la cima della coda (vedi il riquadro ?Download a credito?), inizia il vero e proprio scaricamento del file. Nel frattempo, i file in download vengono rappresentati (nella scheda Trasferimenti) con una barra multicolore. Questo perché un file è diviso in segmenti da 9 Mb circa (detti chunk) e non tutti sono contemporaneamente disponibili. Per esempio, il segmento rosso non lo è, quello blu sì. Preoccupatevi solo se appaiono delle parti in rosso, quindi: in quel caso, cercate un altro file con fonti complete. Il sistema di frammentazione dei file permette una maggiore efficienza: si scarica il segmento disponibile, non necessariamente il primo. Il file diventa quindi un puzzle: quando si scaricano le code degli utenti che ne dispongono, si aggiunge un ?pezzo?. Così fino al completamento dell’intero file. Solo in un caso occorre avere i primi frammenti del documento: quando se ne vuole ottenere un’anteprima: soluzione molto utile per scoprire se il file corrisponde effettivamente al nome dato (sarebbe scocciante cercare un cartone animato e trovarsi sull’hard disk un film a luci rosse!). Per questo, in Opzioni/File, mettete un segno di spunta accanto alla voce ?Prova a scaricare prima i chunk per l’anteprima?. Insomma, prima o poi quello che volete verrà scaricato. Non sarà ora, non sarà domani, ma arriverà. Forse chi ha creato il mulo ha voluto proprio insegnarci questo: la calma, la pazienza come virtù. Ma, al di là di questi discorsi ?new age?, quel che importa è che anche voi, a questo punto, starete già caricando il vostro mulo. Col tempo, poi, imparerete a coccolarlo, alimentarlo, curarlo, come un Tamagotchi. Vi renderete conto ben presto, però, che il mulo costa meno di un Tamagotchi. Ma scarica molto, ma molto di più.

Autore: ITespresso
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