Scegliere un sistema di email mobile

NetworkProvider e servizi Internet

Prima la compatibilità, poi le caratteristiche e infine i costi

Il successo di portata mondiale del Blackberry di Rim indica che sempre più persone in funzione di staff hanno accesso alla posta elettronica in mobilità. I vantaggi, indicati con unanimità perfino sospetta dagli esperti, stanno nel guadagno di produttività individuale e aziendale. Ma ci sono anche alcuni risvolti poco desiderabili: la dipendenza da Blackberry è un problema reale. In Inghilterra la si è chiamata ?Crackberry?. Sul New York Times sono stati pubblicati i diari sulle esperienze di chi aveva cercato di ?smettere? e c’è riuscito. Comunque sia, la email mobile è tra noi e ci resterà. In breve tempo è cresciuto il numero di prodotti che consentono l’accesso remoto da cellulare o smartphone. Nokia con Intellisync ha dato il via a una vera campagna acquisiti e ora non c’è quasi sistema di email mobile che non sia disponibile con i terminali Nokia, primo fra tutti Blackberry stesso. Che il mercato sia ricco lo dimostra la lite giudiziaria tra Rim e Ntp (ormai conclusa) negli Stati Uniti. Microsoft è entrata nel mercato con una soluzione di email push e sta collaborando con Vodafone per un servizio basato su Exchange Server 2003 e Windows Mobile. Dell’iperattività di Nokia abbiamo già detto: l’azienda finlandese supporta non meno di sei protocolli di email: tutti tranne Microsoft. I nomi importanti, oltre a quelli già scritti, sono Good Technology, Seven e Visto. La rediviva Dataviz propone Roadsync per le piattaforme Symbian e Palm. Ma alle imprese che vogliono fare da sole e non vogliono beneficiare delle offerte già pronte dei provider, gli esperti consigliano di partire dai server.Tutti i prodotti client supportano Exchange Server e la maggior parte anche Lotus Domino.

Autore: ITespresso
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