Scent, la startup del bio-medicale si aggiudica i fondi del premio Marzotto

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Scent, startup che porta la tecnologia sensoristica nel campo bio-medicale, con dispositivi per il prescreening tumorale, è il progetto vincitore della quinta edizione del Premio Gaetano Marzotto. La startup si è aggiudicata i 300mila euro in denaro previsti dal “Premio per l’Impresa” e un percorso con Fondazione CUOA del valore di 25mila euro

Scent, startup che porta la tecnologia sensoristica nel campo bio-medicale, con dispositivi per il prescreening tumorale, è il progetto vincitore della quinta edizione del  Premio Gaetano Marzotto. La startup si è aggiudicata i 300mila euro in denaro previsti dal “Premio per l’Impresa” e un percorso con Fondazione CUOA del valore di 25mila euro. Nicolò Landini, ceo di Scent, ha spiegato che l’idea è partita dal laboratorio sensori e semiconduttori dell’Università di Ferrara.Scent Premio Marzotto

Ora che abbiamo vinto questi premi è fondamentale spendere questi soldi per apprendere come muoversi nell’ambito marketing – spiega Landini – si tratta di prendere le certificazioni medicali che hanno costi molto elevati e puntare all’internazionalizzazione del secondo brevetto mentre il primo è in fase già di internazionalizzazione. L’idea – continua – è di interfacciarci con partner europei e per questo stiamo puntando sullo Sme instrument, un progetto che prende l’iniziativa da Horizon 2020 per le aziende legate a Sme. Ora puntiamo a completare il progetto pilota in due anni e mezzo. Per quanto riguarda i nostri fondi – continua Landini – oltre ai premi vinti abbiamo avuto anche l’appoggio di investitori privati che hanno deciso di investire, oltre naturalmente a fondi che sono stati messi di tasca nostra“. Landini crede in questo progetto che a regime avrà un’altissima sensibilità per lo screening medico su forme tumorali. “E’ uno strumento user friendly – afferma Landini – è facile da usare e può essere indirizzato a cliniche, Asl, laboratori di ricerca medica o medici privati“.

Portare la nano-sensoristica dal campo del controllo qualità alimentare e ingegneristico a quello dello screening medico tumorale, nell’ottica di realizzare test meno invasivi, è stata l’intuizione della startup SCENT, il cui nome deriva dall’acronimo della tecnologia brevettata: “SemiConductor-based Electronic Network for Tumors”.  La mission è quella di progettare e produrre strumenti di screening in grado di rilevare formazioni tumorali a uno stadio precoce, come il prototipo A1,  in grado di distinguere marker tumorali in presenza di tumore al colon retto.Scent

Tali screening risultano innovativi rispetto a quelli tradizionali, basati sull’analisi di materiale organico prelevato da tessuti umani, in quanto meno invasivi e più precisi per il paziente e all’interno dei quali vengono analizzate variabili finora mai prese in considerazione dagli strumenti in commercio. Attualmente “SCENT A1” sta completando la fase di test preliminari in collaborazione con i reparti di chirurgia, radiologia e gastroenterologia di alcune strutture ospedaliere partner, nell’ottica di ottenere dati statistici solidi che permettano di ottenere la certificazione medica dello strumento a livello europeo. Successivamente verranno prodotti i sensori e sviluppato il software necessario al funzionamento, la sperimentazione del quale avverrà in Italia e Francia, per poi spostarsi in Inghilterra dove sono già avviati i contatti con l’università del Kent.

Il progetto porta ricadute sociali notevoli sia dal punto di vista del perfezionamento dell’attuale sistema di pre-screening che da quello della riduzione dei costi a fronte della spesa per medicinali e cure per combattere stradi gravi o degenerativi. Scent si propone di migliorare il monitoraggio sui pazienti facilitando la capacità di intervento precoce per chirurghi e proctologhi ed insieme di promuovere una maggiore responsabilità da parte dei pazienti stessi nei confronti del proprio stato di salute.

“Con l’edizione 2015 il Premio Gaetano Marzotto si impegna per il quinto anno consecutivo, a dare un sostegno molto concreto ed un risalto altrettanto costruttivo alle idee e ai progetti di tanti innovatori italiani accomunati dal fil rouge di una solida e coraggiosa visione, grazie al loro  pragmatismo, ad elevate qualità di responsabilità sociale e ad una ancor più forte vocazione al futuro.” – dichiara Matteo Marzotto, Presidente di Associazione Progetto Marzotto“Il Premio di quest’anno è stato infatti progettato all’insegna di una rinnovata open-innovation, favorendo così l’ingresso di nuovi partner corporate aperti al sostegno delle imprese più innovative, in un’ottica che è già un modello reale per molte delle imprese e delle  famiglie industriali del nostro Paese, proseguendo sulla strada tracciata da mio zio Giannino, e prima di lui da mio nonno Gaetano, convinti della necessità e dell’utilità di mettere a sistema tra loro impresa, società, cultura e territorio. Premio Marzotto mira inoltre a promuovere l’innovazione nei settori tradizionali e a contribuire così nel rendere più efficienti e all’avanguardia alcuni dei mestieri maturi, tipici del Belpaese. Ritengo sia molto importante per un imprenditore l’essere sempre consapevoli del proprio contesto oltre che aggiornati  su quello che accade nel mondo. Solo continuando ad investire su differenti canali di dialogo, in particolare tra startup e grandi imprese private, si può auspicare anche per l’Italia di potere coltivare al meglio tutti i propri talenti”.

“Negli ultimi cinque anni l’ecosistema delle startup in Italia è cambiato in modo radicale, in conseguenza anche ai mutamenti delle condizioni internazionali verso i temi dell’innovazione. C’è un approccio più maturo nel guardare all’innovazione, un tema imprescindibile oggi per la crescita di un Paese, sia se si pensa alle aziende consolidate che ovviamente nei confronti delle giovani nuove imprese. – sottolinea Cristiano Seganfreddo, Direttore Generale dell’Associazione Progetto Marzotto, voluta nel 2010 da Giannino Marzotto, ideatore e mentore del Premio, la cui attività continua grazie all’impegno generoso delle sue tre figlie, Cristiana, Margherita e Maria Rosaria Marzotto, e dell’amministratore delegato Ferdinando Businaro –  Quello che abbiamo cercato di fare con il Premio Marzotto in questi anni, è stato evolverne la struttura andando a coinvolgere tantissimi attori importanti e a tutti i livelli di quello che è il panorama dell’innovazione, fino a creare  un vero e proprio network a disposizione della progettualità italiana, che dovrebbe rigenerare il patrimonio storico artistico e imprenditoriale di questo Paese, che è assolutamente straordinario. Da qui anche l’emergere di temi come quello dell’Open Innovation per favorire il rinnovamento del mondo delle imprese consolidate attraverso l’incontro con giovani realtà portatrici di nuove idee in grado di avviare processi innovativi.”

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