Sco: Elf è mio!

Workspace

Sco Group sostiene che tra le tecnologie usate impropriamente da Linux
ci sia Elf (Executable and linking format).

Non si tratta certo di una bazzecola, sostengono i portavoce di Sco Group, perché l’intero sistema Linux si basa proprio su quella tecnologia, che le consente di avere un formato standard per i file eseguibili e le librerie. Senza quello, afferma Sandeep Gupta, vice presidente engineering di Sco, l’intero sistema open source crolla. La controversia non è così limpida come la presenta Sco, perché è vero che Linux usa Elf, da ben nove anni, ma quella tecnologia, secondo i sostenitori del sistema open source, non è vincolata da brevetti, bensì libera. Elf è stata sviluppata nei laboratori Unix di At&T negli anni Novanta e quando At&T ha venduto Unix a Novell, le specifiche relative a Elf sono state pubblicate da Tool interface standard committee (Tisc), un comitato di cui facevano parte, oltre a Sco, Novell, Microsoft, Ibm e Intel. La pubblicazione non prevedeva nessuna licenza esclusiva ed era priva di royalty. Questo, secondo la comunità Linux, la rende libera di essere usata da chiunque. Sco ovviamente sostiene il contrario e afferma che Tisc non poteva rendere pubbliche le specifiche. Molti però a questo punto si chiedono perché Sco non contesti la cosa a Tisc, oramai sciolta, che di fatto risulta essere la vera responsabile della diffusione di Elf e che tra l’altro era rappresentata da Sco stessa. Non si sa ancora quali saranno le prossime mosse di Sco, né tantomeno come intende muoversi nella causa intentata contro Ibm e contro gli utilizzatori di Linux. Si tratta comunque della prima volta che Sco, da quando ha sollevato la questione, rende pubbliche quali parti o tecnologie di Linux abbiano effettivamente violato brevetti.

Autore: ITespresso
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