Sco: l’open source? Tutto sbagliato

Aziende

Questo è quanto afferma Darl McBride in una lettera aperta rivolta alla comunità open source

Ancora il mondo open source nel mirino di Sco. Questa volta parla Darl McBride, ceo di Sco Group, il quale ha inviato una lettera aperta a tutti gli utilizzatori Linux. McBride sostiene che la controversia, su cui Sco si è recentemente focalizzata, è nata in seguito alla azione legale avviata contro Ibm per la proprietà intellettuale di Unix, i cui codici sono stati illegalmente utilizzati all’interno del sistema Linux. McBride afferma inoltre che questa disputa non può che far bene al sistema open source, perché lo spinge, a lungo termine, a rinnovare i propri modelli di business, che attualmente, secondo lui, non favoriscono il mondo Linux, bensì soltanto singoli vendor. Sco ha dovuto anche reagire a una serie di attacchi alla sicurezza (Denial of Service) che ha spinto la società a reagire in maniera ancora più forte. In seguito, Bruce Perens, nome tra i più noti del mondo open source, ha ammesso la presenza di alcune parti di Unix all’interno di Linux, ma solamente per un errore a cui si è cercato di porre subito rimedio. Tutto questo, secondo McBride, non fa altro che dare ragione a quanto portato avanti da Sco; egli afferma che la comunità open deve valutare bene quanto potrebbe essere utile al suo futuro, ripensando al modello di business aperto, che non potrà mai portare vantaggi al sistema. Secondo lui, l’unica modello di business sostenibile per lo sviluppo software può essere basato esclusivamente sulla proprietà intellettuale.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore