Se AgCom scambia YouTube per una Tv

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I nuovi regolamenti del garante per le Comunicazioni (AgCom) mettono sullo stesso piano i portali dei contenuti generati dagli utenti con i palinsesti delle TV tradizionali

Nel mirino dell’AgCom sono finiti YouTube e YouReporter. Il portale di video condivisione Google e il sito di video prodotti dagli utenti sono le “vittime” dei nuovi regolamenti del garante per le Comunicazioni (AgCom). I nuovi regolamenti sono dedicati ai servizi audiovisivi online, Web radio, Web TV.

Ma se il Decreto Romani aveva esonerato YouTube dagli obblighi delle Tv, l’AgCom fa rientrare dalla finestra quello che era stato fatto uscire dalla porta. A fine 2010 l’AgCom ha messo sullo stesso piano i portali UGC (dei contenuti generati dagli utent, in inglese: user generated content) con i palinsesti delle TV tradizionali. L’AgCom equuipara i portali dei materiali di videocondivisione ai “servizi di media audiovisivo” nel caso in cui sussista sfruttamento economico dell’attivittà oltre ai 100mila euro l’anno (anche solo di pubblicità).

In altre parole l’AgCom impone a YouTube e siti affini la responsabilità diretta dei contenuti pubblicati. Oltre all’obbligo di una tassa di 500 euro all’anno, YouTube sarà responsabile in tema di violazione di copyright: a YouTube sarà imputata la responsabilità delle azioni dei suoi utenti. Agli aggregatori verrà imposto inoltre il rispetto degli obblighi di rettifica per diffamazione e delle fasce orarie protette.

La pubblicazione delle due delibere (606 e 607), avvenuta il 28 dicembre, pone quesiti di difficile interpretazione. Come sarà possibile impedire a  YouTube o DailyMotion, che sono jukebox automatici e non Tv, di fornire un video vietato ai minori nelle fasce orarie protette? Verrà adottato il fuso orario del pase in cui è ubicato il server? Secondo Stefano Quintarelli, i regolamenti escludererebbero YouTube e affini da ogni obbligo in quanto non sono “servizio di media audiovisivo”; inoltre i soggetti stranieri sarebbero esclusi dall’obbligo di richiedere specifica autorizzazione o sottostare agli obblighi. Ma rimane il fatto che il testo dell’AgCom, varato durante le vacanze di fine anno, è controverso e apre un nuovo capitolo dopo il criticato Decreto Romani. Anche Engadget esprime forti perplessità sui regolamenti AgCom.

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YouTube visto dall'AgCom
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