Se chiude MySpace

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MySpace, proprietà di Rupert Murdoch, sta per chiudere i battenti. Intanto il Times Online perde lettori nel passaggio dalle news gratis a quelle a pagamento

Se due rondini non fanno primavera, neanche deve valere l’opposto per prevedere l’autunno. Tuttavia Rupert Murdoch, grandissimo tycoon del’era della carta stampata e della Tv satellitare (BSkyB e Sky Italia), sul Web si è dimostrato meno lungimirante. Inernet è un mercato nuovo e “imprevedivile” proprio per la sua natura orizzontale. Considerato il faro della “fine delle News gratis” e, con l’acquisizione di MySpace nel 2005, il pioniere dei social network, Murdoch ha in realtà già sbagliato due previsioni su due. Ecco quali. Il Times Online (nel traghettamento dal gratis al PayWall a pagamento) si è visto decimare l’audience, mentre MySpace, acquistato da News Corp. nel 2005 per 580 milioni di dollari sarebbe prossimo alla chiusura.

Anche MySpace naviga in cattive acque. Scrive Gizmodo:”Mentre gli iscritti a Facebook si aggirano sui 500 milioni, MySpace conta i suoi utenti nell’ordine delle decine di milioni. E anche con il restyling recente, non è chiaro se vivrà abbastanza da far migliorare questi numeri“.

Con questo non vogliamo assolutamente mettere in dubbio le capacità di Rupert Murdoch, imprenditore dei media dalle mille capacità Tuttavia solidarizziamo con Massimo Mantellini: “(…) la fama di Rupert Murdoch in qualità di guru delle nuove tendenze digitali si va affievolendo“.

Morale della favola? Non c’è. Ma è per tutti difficile prevedere le tendenze su Internet. Nei business online è sempre meglio lasciarsi porte aperte in varie direzioni, non essere “assolutisti” e studiare il mercato con grande umiltà senza pregiudizi.

Leggi anche: L’impatto della fine delle news gratis sul Times Online

Rupert Murdoch di News Corp.
Rupert Murdoch di News Corp.
Autore: ITespresso
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