Se il lavoro è mobile

Management

I lavoratori diventano mobile worker, i terminali perdono peso e le soluzioni invadono ogni ramo produttivo

Il numero dei mobile worker, che nel mondo erano lo scorso anno meno di mezzo miliardo, arriverà a 850 milioni nel 2009. Questo significa che, secondo le proiezioni di IDC, entro la fine del decennio in corso un lavoratore su quattro sarà un lavoratore mobile. Negli Stati Uniti più del 70% della forza lavoro sarà mobile. L’icona del “lavoratore mobile”, il mitico road warrior delle riviste di informatica e delle presentazioni aziendali, è nota un po’ a tutti. Giace su una scomoda panca di una modernissima sala d’attesa di aeroporto, aspetta il suo volo, ma più regolarmente l’ha perso, e lavora imperturbabile circondato dai suoi minacciosi strumenti di lavoro, notebook, cellulare, PDA, e dai loro altrettanto inquietanti accessori, auricolari wireless, chiavette USB, batterie. Magari – bisogna pur divertirsi- occhieggia anche un lettore MP3. La banale realtà è forse diversa: spesso l’utente mobile non passa per aeroporti, ma viaggia in auto o in un camioncino o in un treno sovraffollato, si muove in paesi dove la connettività always-on è un modem analogico a 56 kbps o un collegamento GSM/GPRS e quando torna in ufficio (o a casa, se è un telelavoratore) non telefona con un cordless WiFi, ma con un normale apparecchio Telecom Italia. Ma invariabilmente è sempre lui, il lavoratore mobile iperproduttivo, l’oggetto di dotte analisi di mercato, di scrupolose attenzioni di consulenti aziendali, di golosi ammiccamenti dell’industria della tecnologia informatica. Ma come stanno veramente le cose? Network News se lo è chiesto partendo dai dati forniti dall’Osservatorio sul Mobile Business 2005 messo in cantiere da Fujitsu Siemens Computers (Fsc) alla fine dello scorso anno per analizzare il mercato italiano per settore merceologico e per figura professionale. A farci da guida è Pierfilippo Roggero, amministratore delegato dell’azienda in Italia con i dati forniti in occasione del Mobility Day 2005. Secondo i dati preliminari di IDC relativi al mercato italiano dei PC del secondo trimestre 2005, Fsc continua la sua crescita nel segmento mobile, mettendo a segno un 43% di crescita, risultato significativo considerando che, sempre secondo IDC, il segmento mobile e’ cresciuto, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di circa il 36%. Questo segmento di prodotto rappresenta una delle principali aree di focalizzazione di Fujitsu Siemens Computers ed è una delle aree principali su cui l’azienda concentra i suoi sforzi ed investimenti insieme con l’area infrastrutturale del data center aziendale. Secondo i dati dell’Osservatorio le categorie professionali a più alta penetrazione di mobilità sono i commerciali, i manager, i tecnici e alcune categorie specifiche di qualche settore come vigili, postini e autisti. Per settore industriale i più attivi sono i servizi seguiti dal mondo della finanza, dell’industria, della distribuzione e della PA. Di quest’ultimo settore sta incominciando a muoversi soprattutto la sanità. Infatti la mobilità va quali- ficata secondo alcuni profili di utenza che sono visibili nelle tabelle a fianco. La mobilità può avvenire fisicamente all’interno di un’unica sede o su più sedi, la dotazione personale dell’utente può variare da PDA a notebook a cellulari. L’integrazione può avvenire con infrasttrutture di WLAN, di rete GSM e a breve WiMax. Come ha spiegato Roggero: ” Non basta dotare aziende e persone di tecnologia, di un notebook e o di un’applicazione per incrementare la produttività. L’elemento determinante è legato ai processi”. La mobilità ha un impatto sui processi aziendali, ma viceversa i processi aziendali richiedono sempre più mobilità.

Autore: ITespresso
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