Se il sistema vi lascia in panne

DataStorage

Il guasto di un componente critico, come l’alimentatore, può danneggiare
altri hardware essenziali, tra cui il disco fisso fisso

Quanti di voi continuano a tenere dati fondamentali in locale sul proprio pc? Posta, link preferiti, documenti in lavorazione sono tra i dati più comuni che normalmente vengono lasciati in locale e solo sporadicamente vengono fatti oggetto di backup. Ovviamente la volontà c’è, ma spesso il backup costituisce ancora una pratica noiosa e viene trascurato. Per quanto riguarda i PC inoltre difficilmente viene compresa l’intrinseca delicatezza dei dispositivi di storage, che pur essendo notevolmente migliorati nel tempo, restano ancora soggetti a una vasta gamma di guasti. Spesso a trarre in inganno è la relativa robustezza che sembra caratterizzare i pc. Sono grandi, fissi e certo non esposti ai numerosi rischi ai quali possono essere soggetti i laptop. Eppure le minacce hardware che insidiano i dati affidati all’hard disk del pc sono numerose e certe volte partono da lontano. Uno dei guasti più frequenti infatti, soprattutto sugli assemblati è quello che colpisce l’alimentatore. Spesso purtroppo, il guasto all’alimentatore si ripercuote sull’intero Pc e arriva a volte a fulminare letteralmente i chip di controllo dell’hard disk, del lettore ottico, della scheda video e addirittura della stessa mainboard. Un gusto di questo genere potrebbe essere in grado di compromettere irrimediabilmente il funzionamento del disco fisso, costringendo a ricorrere ai servizi di società esterne specializzate nel recupero dati, con comprensibili costi sia in termini di tempo sia monetari.

Parlano le cifre

Stando ai risultati di un recente studio Gartner, le principali problematiche nei sistemi desktop si manifestano negli hard disk e nella scheda madre. Anche nei portatili queste sono molto frequenti spaziando tra il 25% ed il 45% di tutte le possibili implicazioni che si possono manifestare entro i primi due anni di vita. E’ vero che la stessa ricerca ha messo in evidenza che la percentuale media annuale dei guasti all’hardware che colpiscono i PC nei primi anni di vita si sarebbe ridotta approssimativamente del 25% rispetto ai precedenti 48 mesi e vi sono ancora spazi per un miglioramento. Per condurre la ricerca, gli analisti di Gartner hanno preso in esame i guasti hardware che hanno richiesto la sostituzione di un componente qualsiasi. Dallo studio si è evidenziato che tre anni fa la media delle problematiche hardware che colpivano i portatili era del 20% durante il primo anno dall’acquisto, mentre il dato sale al 28% se si considera il primo triennio di vita, confermando così il fatto che il primo anno è quello più critico. Questo però vale molto meno per i sistemi desktop dove invece nel primo anno le possibilità di un fallimento hardware erano del 7% e crescevano fino al 15% considerando il primo triennio. In entrambi i casi la tendenza oggi è comunque in ribasso. Infatti i portatili fanno registrare una possibilità di fallimento hardware nel primo anno del 15% che giunge fino al 22% al terzo anno, mentre i sistemi desktop fanno registrare un ribasso più cospicuo che va dal 5% nel primo anno fino ad arrivare al 12% alla fine del terzo anno. La buona notizia risiede certamente nel grande lavoro svolto dai vendor hardware per la produzione dei classici PC che hanno rilevato una diminuzione dell’incidenza delle problematiche di sostituzione di pezzi lungo tutto il ciclo di vita delle macchine. La cattiva invece (come sottolineano i ricercatori Gartner) risiede nella percentuale ancora troppo alta dei guasti hardware a cui sono soggetti i portatili. Insomma, i portatili si ammalano con maggior frequenza dei Pc fissi, ma in generale la maggior parte dei guasti su entrambe le tipologie di sistema tende ad accanirsi sulle periferiche storage.

Ridiamoci su

Oltre al classico guasto hardware che potremmo definire fisiologico, esistono numerosi altri casi in cui il disco fisso del proprio Pc può essere danneggiato, e che sicuramente non sono stati contemplati dalla ricerca Gartner. Di seguito un breve elenco offerto da Kroll On Track, una delle società specializzate nel recupero dati da supporti gravemente danneggiati.

Una laurea quasi mancata – Un laureando ha perduto tutta la tesi quando uno sbalzo di corrente ha fulminato il suo computer danneggiando il Flash drive USB contenente il documento.

Mani di pasta frolla – Durante la riorganizzazione della zona dell’abitazione adibita a ufficio, una signora ha lasciato cadere accidentalmente un vaso di quasi due chili e mezzo di peso sul proprio laptop in corrispondenza dell’area contenente il disco rigido nel quale era archiviato il manoscritto cui stava lavorando da cinque anni e foto di .avi di 150 anni prima non ancora stampate.

Giocattolo per cani – Un utente ha dimenticato in giro la sua memory stick e il suo cane l’ha scambiata per un giocattolo da masticare. I segni dei morsi erano dappertutto e il supporto presentava anche un foro lasciato da un dente del cane che attraversava la memory stick da parte a parte.

Non rifatelo a casa – Un utente ha tentato di effettuare in proprio il recupero dei dati dal suo computer finendo per lasciare l’opera a metà a causa delle eccessive complicazioni. La conseguenza è stata la consegna al centro di recupero dati del drive completamente disassemblato con ogni parte diligentemente riposta in un proprio sacchetto.

Dati trapanati – Nel corso di un processo di recupero di un sistema RAID comprendente più drive, i tecnici si sono accorti dell’assenza di uno di essi. Il cliente è riuscito a ritrovare il drive mancante in una discarica ma, in accordo con la policy aziendale sullo smaltimento dei vecchi dispositivi, il drive era stato trapanato da parte a parte.

Problemi con l’hardware? – Una scrittrice frustrata ha aggredito il suo computer con un martello. Quando i tecnici hanno esaminato il computer, sul coperchio era perfettamente visibile l’impronta lasciata dalla martellata.

Infine quello che si potrebbe definire il classico Bug, ma che anche in questo caso non sarà stato sicuramente inserito nella ricerca Gartner:

La Cucaracha – Nella speranza di trovare informazioni utili per la propria azienda, un utente ha recuperato un vecchio laptop da un ripostiglio nel quale giaceva inutilizzato da una decina d’anni. Quando i tecnici lo hanno aperto, hanno scoperto i resti di centinaia di carapaci di scarafaggi morti e decompostisi al suo interno.

Conclusioni

Tra tutte le cause che possono portare alla perdita dei dati, il guasto hardware è forse quella più classico. La tecnologia e la ricerca hanno fatto passi da gigante rispetto al passato, e come ha evidenziato una recente ricerca condotta da Gartner i guasti hardware sono sensibilmente in calo rispetto al passato. Contemporaneamente la ricerca Gartner ha evidenziato come la maggior parte dei guasti hardware continuino a interessare prevalentemente le periferiche di memorizzazione. Inoltre, non sempre è un guasto diretto o un difetto del drive quello che porta alla perdita della periferica e dei dati in essa contenuti. Spesso infatti il guasto di un componente differente come per esempio l’alimentatore del Pc può ripercuotersi sul disco fisso danneggiandone fisicamente l’elettronica. Volendo poi allargare il campo delle possibili cause che portano al danneggiamento fisico del supporto di storage vi sono alcuni ‘accidenti’ curiosi che portano allo stesso risultato. Alla fine in tutti questi casi la conclusione è la stessa: affidarsi a società esterne specializzate nel recupero dati.

Autore: ITespresso
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