Se Qtrax è un bluff, Last.fm è realtà

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Qtrax ha cercato di vendere ciò che attualmente non ha, le canzoni delle Major. Invece le etichette discografiche danno il via libera allo streaming online gratuito di Last.fm

Mentre si celebrava in tutto il mondo il P2p finalmente legalizzato, Vnunet.it esprimeva il dubbio che si trattasse di un bluff , riportando il comunicato di Warner che non aveva “autorizzato l’uso dei suoi contenuti per il servizio annunciato da Qtrax”.

Forse Qtrax ha bluffato. Forse ha ingannato tutta la stampa mondiale e specializzata: il blog Silicon Alley Insider è stato tra i primi a dubitare del lancio. Forse ha anticipato il risultato di trattative, ancora in via di definizione.

O forse le Major non sono ancora pronte, ma a far scaricare gratis la loro musica, pur sostenuta dagli introiti plubblicitari,

neanche ci pensano. Apple iTunes tira un sospiro di sollievo. Almeno per ora.

Certo, senza firme sui contratti, non c’è accordo: Qtrax dovrebbe conoscere l’Abc del business.

Invece non è un bluff, ma è realtà il s ervizio di streaming online gratuito di Last.fm : hanno aderito EMI, Sony BMG, Universal, Warner e 150mila

artisti ed etichette

indipendenti. Il servizio attualmente è disponibile in Usa, Gran Bretagna e Germania, non ancora in Italia.

Il servizio permette di ascoltare tre volte la traccia on demand prima di ricevere una richiesta di abbonamento (5 dollari al mese). I cantanti sono pagati in base alla popolarità di un brano, in base a quanto è ascoltato.

Autore: ITespresso
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