Seat a picco: chiede il concordato preventivo

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Seat a picco: chiede concordato preventivo

SEAT sta soffrendo la forte contrazione della raccolta pubblicitaria, in uno scenario macroeconomico cambiato rispetto a quello in cui è maturato il piano industriale. Il nuovo Cda non riesce a far fronte agli impegni presi

Dopo aver sospeso il pagamento del bond, il titolo di SEAT è stato messo in standy, sospeso con un teorico crollo verticale del 40%. SEAT va a picco. per eccessivi debiti, e ora chiede il concordato preventivo. La complessa e delicatissima ristrutturazione di SEAT, dopo anni di traversie e una pesante ristrutturazione, non ha ancora evitato il fallimento. L’azienda rimane a rischio default. Seat Pagine Gialle, oberata dai debiti, dopo che i  fondi che l’acquistarono a leva nel periodo del boom delle Dotcom (anni 2000), “spolpandola” poi con un maxi-dividendo, oggi chiede l’ammissione al concordato preventivo.

Nel 2004 il dividendo straordinario ammontava a 3,5 miliardi di euro. Una maxicifra che consentì agli azionisti (Cvc; Bc Partner; Permira e Investitori associati) di ridurre sensibilmente le esposizioni e il valore di carico del loro shopping, riporta IlSole24Ore.com. Il cda di SEAT ha preso la decisione per garantire “la continuità aziendale”, non potendo far fronte agli impegni sul debito nel 2013 e dopo la revisione al ribasso degli obiettivi.

Il Cda di Seat Pagine Gialle, nella riunione di ieri, ha verificato che “gli obiettivi economici e finanziari” contenuti nelle linee guida strategiche 2011-2013 e nelle proiezioni di stima al 2015 stilate in occasione della recente ristrutturazione del debito, “non sono più attuali e raggiungibili alla luce delle attuali performance e delle previsioni di mercato”.

Alla luce di “una apprezzabile capacità di generare redditività e cash flow operativi, Seat ha un livello di indebitamento finanziario che non è sostenibile” e che “rappresenta un ostacolo per interventi volti allo sviluppo industriale”. Nel 2013 la società dovrà rimborsare ai creditori 200 milioni (70 in quota capitale e 130 per interessi), contro “una stima di generazione di “cash flow a servizio del debito di circa euro 50 milioni ed una liquidità effettivamente disponibile pari a circa euro 100 milioni”.

SEAT sta soffrendo la “forte contrazione della raccolta pubblicitaria”, in uno scenario macroeconomico cambiato rispetto a quello in cui è maturato il piano industriale. Il nuovo Cda ha preso atto dell’ “impossibilità per il gruppo Seat di far fronte, nell’arco del 2013, a tutte le scadenze previste dalla attuale struttura dell’indebitamento, con le risorse finanziarie disponibili”. Per salvare “una importante e storica realtà industriale italiana” in grado “di generare profitti, margini e flussi di cassa in linea con i più importanti player del settore” e per rendere il debito “sostenibile anche nel medio termine”, il CDA ha preferito “richiedere l’ammissione alla procedura di concordato preventivo” attraverso la presentazione della domanda “in bianco”.

Lo scorso dicembre Microsoft Italia, lanciava uniniziativa con Seat PG Italia e Banca Popolare di Vicenza a supporto di PMI e giovani, Insieme per il territorio. Sempre per le PMI, nel 2011 Google si alleava con SEAT., Register.it e Poste italiane, presentando “La mia impresa online.it”, per fare un sito gratuito.

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Autore: ITespresso
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