Secondo round – In che modo il web 2.0 può dare nuova linfa all’Italia?

Aziende

Secondo giro di tavolo tra i partecipanti alla Tavola Rotonda "Perché
condividere la conoscenza".

Invitati alla Tavola rotonda virtuale organizzata da Vnunet : Fiorello Cortiana, senatore e ideatore dell’iniziativa; Marco Comastri, amministratore delegato di Microsoft; Pierfilippo Roggero, amministratore delegato di Fujitsu Siemens Computers; Arturo Di Corinto, giornalista e docente universitatio della Sapienza di Roma;Giovanna Sissa, Responsabile osservatorio tecnologico Ministero della Pubblica Istruzione e presidente di Isdr

VNUnet: “Condividi la conoscenza” si propone con un approccio in stile Web 2.0, che punta sulla collaborazione online, sulla partecipazione e sulla condivisione: in che modo il Web 2.0 può dare nuovo input e nuova linfa alla Cultura della Conoscenza in Italia?

Fiorello Cortiana: Già lo scopo dell’iniziativa del 22: un “libro bianco” con nodi problematici e proposte per il Parlamento e il Governo, vive e si realizza anche attraverso il sito che abbiamo creato. Credo che possiamo parlare di “nuovi input” e “nuova linfa” quando la rete viene utilizzata come impresa cognitiva collettiva e non come un ulteriore supporto nel marketing pubblicitario. Gli esempi più recenti, ed efficaci, di un uso coerente della natura della rete sono relativi alla direttiva IPRED2 contro la contraffazione, che ha portato all’introduzione del FAIR USE e alla differenziazione tra uso commerciale e non dei contenuti protetti, e la mobilitazione sul caso “Logistep-Peppermint”che ha indotto il Garante della Privacy ad intervenire contro la manifesta violazione delle tutele previste dalla legge italiana e dalle regole europee.

Marco Comastri: Il web 2.0 sta aprendo nuove frontiere applicative con impatti potenzialmente molto importanti. Da una parte c’è questo fenomeno dell’ ?intelligenza collettiva? che sta appassionando moltissimi nell’arricchimento della conoscenza comune e che ha tra l’altro un ottimo impatto anche sul sistema di apprendimento: i giovani sono sempre più parte di comunità che stimolano la loro curiosità e interesse culturale. Il valore globale della rete cresce in maniera più che proporzionale con il crescere delle persone che contribuiscono. E poi c’è la potenza comunicativa, se solo si pensa a quello che si riesce a fare con i blogcon pochi click di mouse. Ma vedo anche vantaggi concreti per il mondo delle aziende. Ad esempio con la possibilità di estendere i servizi di ?customer care?: richiedere supporto attraverso il ?chat?, fornire i feedbacksui benefici di un prodotto o un servizio che vanno ad arricchire la quantità di informazioni disponibili per gli altri utenti. Insomma il web 2.0 è uno strumento innovativo che può essere usato in varie direttrici, come fare marketing smarte o realizzare progetti aziendali in modalità nuova, che esalta il lato collaborativo e la creatività delle organizzazioni. In Italia potrebbe essere usato per contribuire efficacemente in aree importanti. Penso ad esempio alle esigenze che hanno la miriade di piccole aziende nel territorio di condividere conoscenza tecnica e di mercato, una priorità importante per il nostro paese. Ma anche all’appetito che c’è di contenutinelle aree del turismo, della culturae delle arti. Le tecnologie esistenti consentono di far molto con grande semplicità.

Pierfilippo Roggero: Il Web 2.0 di cui tanto si parla in questo periodo rappresenta senza dubbio un cambiamento sostanziale nel rapporto con la tecnologia. Se questo è vero per gli utenti, non tutti sono concordi nel ritenerlo altrettanto rivoluzionario in ambito aziendale. La centralità d ell’utente che rappresenta la rivoluzione del nuovo modo di rapportarsi con il Web può infatti non essere un vantaggio nel mondo business. Tuttavia occorre notare come nelle aziende, il Web 2.0 non si limiti alle forme di interazione più note come i blog e i social network, ma può essere pensato comel’insieme di servizi in grado di rendere più veloci le interazioni interne ed esterne, come ad esempio i protocolli IP o i servizi online. In questo senso esso rappresenta un ?acceleratore di conoscenza?, in quanto favorisce la condivisione delle informazioni e riduce tempi e costi legati al loro scambio. Certo questo non significa che il Web 2.0 rappresenti la soluzione verso la società della conoscenza, ma certo può contribuire al cambiamento di approccio e alla costruzione di una cultura della condivisione, fondamentale per il nostro Paese. In questo contesto risulta fondamentale il ruolo di una Governance che ne verifichi e garantisca i contenuti di liceità.

Arturo Di Corinto: Il web 2.0 è “conoscenza socialmente prodotta”, scevra dalle pastoie del copyright, spesso senza generare un ritorno economico, è quell’attitudine che punta a creare “beni comuni digitali“, che poi ciascuno può utilizzare. Nel bene e nel male. Un bell’esempio è Wikipedia Italia, ma anche la miriade di portali, blog e mailing list dove si discute e si progetta insieme.

Giovanna Sissa: Porto un esempio: l’approccio seguito dalla città di San Francisco che insieme a Google porterà il Wireless in banda larga gratuitamente a tutti i cittadini. Qualcuno può chiedersi perché è così importante in un luogo dove la banda larga è già diffusa capillarmente. E’ importante un partner come Google che fornisce servizi in rete che tutti usano, e quindi rende la rete civica davvero capillare e partecipata. Una rete wireless, in più, ha anche una potenzialità in caso di emergenze o calamità nat urali (come per esempio nel caso di terremoti) di essere sempre disponibile, di essere sempre funzionante. Una rete civica wireless può quindi essere un sistema formidabile di collaborazione sul territorio e di comunicazione orizzontale (e non verticale) nello spirito del Web 2.0.

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