Secondo round tavola rotonda e-G8: Libertà della Rete a rischio

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Oltre 45 gruppi di diritti digital hanno unito le forze nella campagna contro i progetti iper-normativi del presidente francese Sarkozy. Al via G8: Protect the Net petition

I gruppi che si occupano dei diritti online, capitanati da John Perry Barlow di EFF (El.ectronic Frontier Foundation), hanno espresso forti perplessità sull’evento parigino di e-G8, dove la seconda giornata della tavola rotonda ha affrontato temi scottanti quali pirateria online e copyrigt. Temi cari al presidente francese Nicolas Sarkozy, ispiratore della Legge Hadopi, la normativa (detta “dei tre colpi”) dal “pugno di ferro” contro i pirati su Internet. Mentre Rupert Murdoch ha scelto un approccio conciliante e propositivo, sostenendo che sono temi da affrontare fin dalla scuola, ben diversi sono risultati i toni dei vertici di Universal Music France, Bertelsmann, 20th Century Fox e del Ministro francesealla culturale che ha difeso strenuamente la Legge Hadopi.

I gruppi a favore dei “diritti digitali” (cyber-rights) sono convinti che il presidente francese Nicolas Sarkozy voglia sfruttare la scusa del forum per far passare le argomentazioni dei detentori dei diritti, scavalcando i diritti degli utenti. Ma il primo ministro inglese David Cameron sembra non voler farsi incantare da questa sirena, almeno in tempi brevi. Jim Killock, direttore esecutivo di Open Rights Group (ORG), ritiene che Internet sia già sufficientemente regolata, che il Far-Web sia da sfatare e il “Wild Web” un’dea senza senso.Già esistono in ogni paese leggi sulla privacy, sul copyright e sulla protezione dati: Cos’altro vogliono?” si chiede con una domanda retorica; troppa regolamentazione ucciderebbe Internet, e la nuova economia ad essa associata. Un’economia in pieno boom, o a rischio bolla, come dimostra il rapido successo di LinkedIn e social media a Wall Street.

Contro l’opportunità della controversa missione di “civilizzare Internet” si sono espressi sia Eric Schmidt di Google che il primo ministro britannico Cameron. Reporters Without Borders e La Quadrature du Net (LQN) hanno tenuto una conferenza stampa per respingere le tesi di Nicolas Sarkozy. Hanno detto di temere un giro di vite sulla tutela del diritto d’autore, e una stretta regolatoria sui diritti della Rete. Al contrario la società civile chiede di spostare l’accento su net neutrality, lotta alla censura online ed alla tecno-sorveglianza privata.

Oltre 45 gruppi di diritti digital hanno unito le forze nella campagna contro i progetti iper-normativi di Sarkozy e hanno lanciato G8: Protect the Net petition. Anche perché ora c’è il rischio che i temi dell’e-G8 passino sul tavolo del G8 per tentare di regolamentare la Rete, invece di garantire la net neutrality e le libertà d’espressione in Rete.

Infine il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, ha negato che Facebook sia il motore delle rivolte in Nord Africa e ha negato anche di voler aprire il social network ai minori di 13 anni. Tuttavia Zuckerberg esalta Internet perché dà alla gente il potere di scegliere.

E-G8 a Parigi: il fronte del no a Sarkozy
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Autore: ITespresso
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