Secret Files: il mistero di Tunguska

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Quali enigmi si nascondono dietro la più grande esplosione della storia?
Tanti, troppi, brutti?

Qualcuno forse avrà sentito parlare dell’?esplosione di Tunguska?, un misterioso fatto realmente accaduto nel lontano 1908. Proprio in quell’anno, infatti, nel bel mezzo della foresta siberiana, una devastante deflagrazione spazzò via in un istante duemila chilometri di boscaglia, generando una spaventosa onda d’urto che fu percepita su tutto il pianeta. Questo straordinario evento è tutt’ora avvolto dal mistero: si dice possa essersi trattato di un meteorite, ma Secret Files propone una sua spiegazione, tutta originale? Per scoprirla è necessario vestire i panni di Nina Kalenkow, la figlia di un vecchio archeologo che scompare misteriosamente nel nulla sin dalle prime battute, e del suo amico Max Gruber. Questa classica avventura grafica ?punta e clicca? si gioca infatti controllando alternativamente i due protagonisti, dal momento che questi hanno inventari separati e pertanto debbono coordinarsi tra loro nel contesto della trama del gioco. L’azione è totalmente incentrata sulla risoluzione degli enigmi che, in Secret Files, la fanno veramente da padroni, al punto che il gioco potrebbe essere meglio definito come una serie ininterrotta di ?enigmi con una parvenza di trama intorno?. A parte qualche vero e proprio rompicapo di stampo enigmistico, quasi tutti i puzzle si risolvono combinando opportunamente tra loro gli oggetti presenti nell’inventario, secondo un approccio alla ?Mc Gyver? (qualcuno ricorderà il celebre telefilm?). Purtroppo, però, gran parte di questi ?enigmi combinatori? è piuttosto cervellotica e si basa su circonvoluzioni logiche decisamente irrealistiche: per portare a termine azioni banalissime, come aprire una porta, si viene costretti a inanellare una serie di ?sotto-azioni? del tutto improbabili e decontestualizzate. Questo fa sì che quasi tutti gli enigmi appaiano come delle forzature gratuite e la sceneggiatura totalmente piegata alle esigenze di risoluzione degli stessi. Per fortuna Secret Files gode invece di un’interfaccia utente a dir poco esemplare: inventario sempre aperto alla base dello schermo, puntatore del mouse che assume forme diverse a seconda dell’azione eseguibile sullo scenario, un singolo clic per superare i dialoghi (stucchevoli) e, soprattutto, la possibilità di veder evidenziati tutti i ?punti interattivi? di ciascuna schermata (i cosiddetti ?hot-spot?) con la pressione di un solo tasto. Anche l’aspetto grafico del gioco è decisamente riuscito: i personaggi 3D si muovono realisticamente (grazie a un probabile motion capture) su sfondi bidimensionali estremamente dettagliati, e che godono perfino di un’apprezzabile illuminazione dinamica. Purtroppo giocabilità, sceneggiatura e dialoghi non sono all’altezza: solo per chi ama scervellarsi per il gusto di farlo.

Autore: ITespresso
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