Semplificare lo storage

DataStorage

Pochi accorgimenti possono migliorare le prestazioni dello storage aziendale,
semplificare la vita al personale It e ridurre significativamente i costi di
gestione.

Il periodo estivo rappresenta il momento ideale per pianificare nuove soluzioni o migliorare quelle esistenti. I sistemi sono scarichi, le attività di help desk sono ridotte al minimo e le emergenze (si spera) iniziano a diradarsi. Ipotizzando quindi la possibilità di disporre del tempo e delle risorse necessarie, potremmo prendere spunto da cinque semplici tecniche proposte da Symantec/Veritas per progettare una evoluzione dello storage aziendale, e affrontare la ripresa autunnale con meno problemi e maggiore efficienza. Le metodologie proposte possono aiutare gli amministratori dei sistemi a liberare spazio per lo storage, riducendo il loro carico di lavoro fino al 25%. Questo miglioramento permette inoltre di raggiungere altri vantaggi immediati, quali la drastica riduzione del numero di ore dedicate all’amministrazione dello storage e l’aumento del tempo reso disponibile dalle finestre di backup, molto più brevi.

Passo 1

Molti clienti recuperano fino al 30% di spazio semplicemente rimuovendo file multimediali non associati all’azienda, file duplicati, obsoleti e orfani, e backup dei desktop. L’azienda ha pianificato la migrazione o il consolidamento dei server? Prima di trasferire anche soltanto un file, è opportuno valutare il contenuto dei server di origine, allo scopo di individuare i file trascurabili o che devono essere archiviati su nastro. Dopo tutto, perché mettere a rischio le prestazioni, l’integrità e la disponibilità dei nuovi server conservando file superflui? Un’operazione preliminare di pulizia può far risparmiare fino al 50% del nuovo spazio disponibile. Inoltre la migrazione o il consolidamento sono più rapidi, poiché vi sono meno dati da trasferire. Una valutazione di routine consente di recuperare e conservare spazio tramite procedure efficienti. Un amministratore dei sistemi presso un leader mondiale nella distribuzione automatica di liquidi ha per esempio pianificato l’esecuzione, ogni notte, di quattro set di report: l’uso dello spazio su disco per tipo di file, l’elenco dei file di maggiori dimensioni che sono stati aperti durante la giornata, il riepilogo dello spazio occupato per partizione e un riassunto dettagliato dell’utilizzo dello spazio. Grazie a questi report l’amministratore può individuare gli sprechi di spazio, che altrimenti aumenterebbero la finestra del backup complessivo e, in ultima analisi, non consentirebbero la riuscita di tale operazione.

Passo 2

Le tecniche di allocazione dello spazio, come la definizione delle quote di spazio su disco, consentono di gestire ciò che si può facilmente misurare e aiutano a:

? Controllare la quantità di spazio che i dipendenti possono consumare ed il modo in cui viene utilizzata ? Allo stesso tempo, proteggere la quantità di spazio in cui devono operare i dipendenti

Le quote di spazio su disco non sono necessariamente vincolanti o invasive. Ad esempio, una quota di 200 MB per una directory home indica che ogni utente in un gruppo specifico ha a disposizione una certa quantità di spazio, che nessun altro può utilizzare. Se qualcuno nel gruppo decide di copiare sul server tutto il contenuto del suo computer, gli altri membri non devono sacrificare il loro spazio né corrono il rischio di una perdita di produttività causata da un’altra interruzione del server. Da tempo, una delle sedi principali di un grande ente pubblico USA per la gestione dell’energia ha utilizzato quote di spazio su disco per rallentare la crescita dello storage e consentire l’aggiornamento pianificato dei server ogni tre anni. Grazie a un nuovo server multiterabyte, il reparto IT ha potuto assegnare a ognuno una quota di 1 GB per la directory home. Inizialmente era stata allocata una directory home di 500 MB. Il responsabile della rete ha dichiarato che vincolare i dipendenti a una quota hardware specifica li inco raggia a utilizzare i server dei file per tutti i documenti attivi che devono essere sottoposti a backup durante la notte e ad eliminare regolarmente i file di cui non è necessario creare copie di backup. L’impiego delle quote di spazio su disco ha reso possibile al reparto IT di tenere traccia a scadenze trimestrali della crescita dello storage nella sede.

Passo 3

Bloccare file non aziendali, potenziali virus e materiale offensivo o protetto da copyright. Se l’attività dell’organizzazione non richiede ai dipendenti di operare con file multimediali, perché permettere la memorizzazione di gigabyte di musica personale sul server? La policy di storage deve essere strettamente correlata agli obiettivi del business. Una policy che impedisce ai dipendenti di memorizzare tipi di file non aziendali offre un metodo infallibile per controllare la crescita non necessaria dello storage. La policy di storage può rafforzare la policy aziendale dell’utilizzo di Internet, nonché gli strumenti impiegati per attuarla. Il software di filtrazione dei siti Web non può impedire ai dipendenti in remoto di scaricare da Internet file non associati al business e di memorizzarli su un server dell’azienda, né evitare che un dipendente carichi file multimediali personali su un server aziendale. Inoltre, se i server di un’organizzazione contengono materiale non autorizzato e protetto da copyright o software non concesso in licenza, esiste il rischio di una causa legale. Tempo fa la Recording Industry Association of America (RIAA) ha inviato ai presidenti delle 1000 principali aziende USA il messaggio: ?Se i vostri dipendenti utilizzano le reti aziendali per scaricare e memorizzare illegalmente musica o filmati, potreste essere ritenuti responsabili di aver violato le leggi del copyright?. La RIAA ha inoltre inviato un messaggio analogo ai responsabili di 2300 istituti scolastici USA. La RIAA faceva sul serio. Ha intentato una causa per 1 milione di dollari contro uno studio legale che aveva permesso ai dipendenti di memorizzare file .mp3 sul server. Per la legge, salvare file .mp3 equivale ad acquistare una licenza software e distribuirla a 100 persone. Se opportuno, la direzione aziendale potrebbe persino seguire l’esempio del Dipartimento di Stato USA, che ha bandito completamente i file .mp3 ed eseguibili dai propri server.

Passo 4

Consentire ai dipendenti di gestire il proprio spazio su disco tramite strumenti e tecniche chiari ed efficienti. È quindi necessario illustrare ai dipendenti per quali ragioni l’organizzazione richieda che siano loro a gestire lo spazio assegnato e formarli in merito alle procedure appropriate. John Webster, un analista dello storage presso Data Mobility Group, consiglia: ?I reparti IT devono spiegare ai dipendenti che la gestione dello storage non ha nulla a che vedere con il costo dei supporti. Al contrario, è finalizzata a proteggere le loro informazioni e a renderle immediatamente disponibili, senza tempi morti. Per questo deve esistere una policy di utilizzo dello storage?. Se si desidera che il personale continui a collaborare gestendo il proprio spazio nell’ambito delle procedure di routine, è necessario fornirgli gli strumenti per farlo. Dopo tutto, i dipendenti conoscono meglio di un amministratore dei sistemi quale versione di un report occorre conservare.

Passo 5

Automatizzare il maggior numero possibile di attività di gestione dello storage. Tutti gli amministratori, prima o poi, si sentono sopraffatti dal numero di ore trascorse per gestire lo storage. Secondo il rapporto di Gartner Group, Managing Storage 2000, Windows era il sistema operativo nel quale la gestione dello storage risulta più difficile e dispendiosa. Ad esempio, un amministratore dei sistemi presso un reparto accademico dell’università statale della Pennsylvania ricorda di aver passato una settimana al mese ricercando nelle directory home di ogni utente file di grandi dimensioni che violassero la policy dello storage vigente nell’istituto. Cosa dire poi di tutti i file dei dipendenti che hanno lasciato l’azienda? E se i dipendenti licenziati fossero 5000?

Conclusioni

Il periodo estivo si presta particolarmente all’esecuzione di tutta una serie di controlli e messe apunto che durante il regolare periodo lavorativo potrebbero risultare particolarmente difficoltose se non addirittura impossibili. Durante il mese di Agosto infatti qualsiasi realtà aziendale viaggia a regime ridotto e la struttura It non è particolarmente sollecitata dagli utenti. Ecco quindi l’occasione giusta per effettuare dei test di disaster recovery e/o implementare buove soluzioni e politiche di storage. In particolare, una traccia di possibili implementazioni ci è stata fornita dall’ex Veritas, ora Symantec, che propone cinque soluzioni per migliorare lo storage aziendale.

Autore: ITespresso
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