Sempre più censura in Cina

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Google si è già piegata agli ordini cinesi, eliminando Suggest e i link porno: il black-out cinese di google.com è durato un paio d’ore. Intanto Greem Dam, il filtro nel Pc, è pieno di bug: la protesta silenziosa, che invita i cinesi a stare offline, è prevista il primo luglio

Il The Financial Times ha riportato che l’accesso a google.com e gmail.com a Pechino non ha avuto successo, e solo dopo un paio d’ore il sito e la Web mail erano di nuovi accessibili. Secondo l’agenzia Xinhua, riportata da The Register , il governo cinese ha minacciato Google China a causa dei link alla pornografia, ma Google.cn si è piegato agli ordini cinesi: sta lavorando per rimuovere i link e per disabilitare Google Suggest. Dal 2005 Google China è sottoposto alla normativa cinese (c he impone la censura dei termini scomodi, a partire dalle critiche al governo). In Usa è polemica perchè Google.cn (a differenza del motore cinese Baidu) ha deciso anche di bloccare le ricerche su Gao Ye, uno studente intervistato a Focus Interview.

Intanto Greem Dam, il filtro nel Pc, è pieno di bug: già soprannominato il “poliziotto dentro il Pc” , il filtro è un programma craccabile ed è a rischio exploit , tanto da permettere esecuzioni da remoto per impadronirsi dei computer su cui è installato. Dopo le critiche su Twitter, il filtro affronterà la protesta silenziosa: uno sciopero della Rete, per stare tutti offline (proposto dallartist a Ai Weiwei) è previsto il primo luglio. Ma, al confronto del coraggio degli studenti iraniani (andati al massacro), sembra ben poca cosa. China Daily invece reporta di mille minacce di morte giunte alle aziende sviluppatrici del filtro Green Dam, Jinhui Computer System Engineering.

Autore: ITespresso
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