Sempre più grandi, sempre più belli

AccessoriWorkspace

Nel mercato dei nuovi televisori è guerra dichiarata tra due differenti tecnologie: plasma e Lcd. Comunque vada a finire questa contesa, il futuro è proiettato su schermi di grandi dimensioni e piatti, ormai passati da mero status symbol a bene di largo consumo, spinti anche dalla progressiva e inarrestabile riduzione dei prezzi

Plasma o Lcd? E’ stato questo il leitmotiv dello scorso anno, periodo nel quale in Italia, e non solo, si è verificata una vera e proprio corsa all’acquisto di televisori a schermo piatto, sia basati sulla tecnologia dei cristalli liquidi (Lcd), sia su quella al plasma. Basti pensare che globalmente le vendite nell’ultimo scorcio del 2005 sono più che raddoppiate rispetto all’anno precedente. Il dato viene fornito dalla società DisplaySearch, specializzata nell’analisi di questo settore. Gli analisti rilevano che tale situazione è fortemente trainata dal rilevante calo dei prezzi di questi apparecchi, che ha consentito un significativo allargamento del mercato. I televisori a schermo piatto stanno diventando sempre di più un bene di largo consumo, e meno uno status symbol, come è avvenuto finora. I dati forniti da DisplaySearch indicano vendite degli schermi a cristalli liquidi per 8 milioni e 600 mila pezzi a livello mondiale nel quarto trimestre 2005, ben 2,4 volte in più di quanto registrato nel medesimo periodo del 2004. Anche i televisori al plasma sono andati bene, tanto da registrare 2,27 milioni di unità vendute, con una crescita di due volte maggiore. Il produttore che ha beneficiato maggiormente di tale situazione, soprattutto nell’ambito delle Tv Lcd, è Sony, che nel periodo si è accaparrata più del 14% del mercato. I dati italiani rilevati dagli analisti di Gfk mostrano un trend altrettanto positivo. Tra febbraio 2005 e gennaio 2006, nel nostro Paese sono stati venduti 974.492 televisori a cristalli liquidi, con una crescita superiore al 104% in termini di valore, e di quasi il 169% a volume. Gli schermi al plasma non sono stati certo alla finestra. Si è passati da 233 mila pezzi a oltre 358 mila, con incrementi del 53,6% a valore e del 164,3% a volume. Le prospettive sono all’insegna dell’ottimismo, grazie alla progressiva diminuzione dei prezzi, provocata dalla fortissima concorrenza in atto tra i vari protagonisti del mercato. Gli analisti ritengono che il mercato si sposterà sempre di più verso schermi di ampie dimensioni, nell’ordine dei 40 pollici; i cristalli liquidi potrebbero guadagnare terreno in quella fascia, finora dominata dal plasma. Proprio per questo, sostiene DisplaySearch, vi saranno ulteriori ribassi, soprattutto nel plasma, che deve controbattere l’offensiva scatenata nel suo territorio, quello degli schermi superiori ai 40 pollici, in cui finora non ha avuto rivali. I produttori delle Tv Lcd, d’altro canto, grazie a una produzione sempre più in serie, riescono ad avere un deciso ribasso dei costi. A tutto vantaggio del consumatore. Rimane invece in stand by la tecnologia Sed (Surface-conduction electron-emitter display), terzo incomodo nel panorama dei grandi schermi, la cui uscita era prevista per la fine del 2006. Toshiba, promotore di tale tecnologia, assieme a Canon, ha fatto sapere che il lancio non è poi così vicino. Anzi, si potrebbe riparlarne nel 2010 quando la domanda di schermi di grandi dimensioni, trainata dall’alta definizione, potrebbe essere molto sostenuta. I motivi del ritardo sono molti. Toshiba è impegnata anche nelle Tv Lcd e al plasma, e il forte abbassamento dei prezzi di entrambe le tecnologie induce l’azienda ad andare più cauta con il Sed. Attualmente, tra l’altro, vi sarebbe un unico stabilimento attivo per la nuova tecnologia, quello di Canon, che da solo non può certo assicurare la necessaria produttività. Una bassa produzione avrebbe come effetto prezzi molto più elevati delle tecnologie concorrenti e questo non è certo auspicabile, né da parte di Toshiba, né da Canon. Il rinvio vorrebbe anche dire poter disporre di uno degli stabilimenti di Toshiba, quello di Himeji, che sta operando la riconversione. I futuri schermi Sed, affermano i sostenitori della tecnologia, saranno ancora più sottili degli attuali, e con una risoluzione maggiore, a tutto vantaggio della qualità dell’immagine. Dovrebbero anche consumare molto meno.

Pregi e difetti Gli esperti si dividono tra Lcd e plasma. Sono concordi però nell’affermare che gli schermi a cristalli liquidi sono da preferire per dimensioni fino a 36 pollici, mentre quelli al plasma rappresentano la scelta migliore al di sopra dei 40 pollici. Per ora. Perché, come abbiamo visto, i produttori di Lcd si stanno attivando per cambiare le cose e diventare concorrenziali anche nell’ambito degli schermi super grandi, oltre i 60 pollici. Questo sarebbe possibile grazie al forte calo dei prezzi, causato dalla flessione dei costi delle materie prime. Il costo non è l’unico fattore da valutare. Il plasma ha dalla sua una qualità d’immagine considerata superiore, per il maggior angolo di visione offerto e per i minori difetti prodotti con le immagini in movimento. Inoltre, molti esperti ritengono che l’abbassamento dei prezzi delle Tv Lcd sarà contrastato dall’analoga diminuzione di quelli al plasma. Non tutti però sono d’accordo: la leggerezza e il minor ingombro degli schermi Lcd rimane uno dei loro punti di forza, e il rapporto prezzo-prestazioni potrebbe, secondo molti, pendere dalla loro parte. Per gli analisti, il futuro rimarrà ancora diviso tra le due tecnologie, che verranno prescelte in base alla grandezza dello schermo, privilegiando il plasma per le dimensioni super. Tutto questo al consumatore dice poco. Sono per lo più argomenti dettati dalla concorrenza tra produttori. È anche vero però che molti fabbricanti sono attivi in entrambe gli schieramenti. Colossi come Philips ed Lg, in partnership in questi mercati, sostengono che gli Lcd avranno sempre maggiori chance sulle grandi dimensioni. Staremo a vedere.

Le due tecnologie Gli schermi che utilizzano la tecnologia a cristalli liquidi sono formati da tante cellette attraversate da corrente elettrica. Il cristallo liquido è un particolare elemento che possiede un elevato grado di cristallizzazione, con una organizzazione molecolare ben definita. Queste molecole presentano aree con un eccesso di carica negativa o positiva, che provoca interazioni elettrostatiche, e tende a disporle in modo regolare. Esattamente come avviene tra le molecole di un cristallo. Questa particolarità viene contrastata dall’agitazione termica e la struttura cristallina si diffonde in aree limitate e fluttuanti nel tempo. Torniamo ora alle nostre cellette, all’interno delle quali viene fatta passare l’energia elettrica. L’elettricità modifica il loro stato fisico e le rende più o meno trasparenti alla luce. A seconda della disposizione delle cellette, trasparenti e opache, si formano le immagini. Gli schermi al plasma si basano su una tecnologia completamente diversa: sfruttano le caratteristiche di alcuni gas rari, per esempio Xenon e Neon, i quali quando vengono sottoposti a un campo elettrico molto forte, passano al cosiddetto stato di ?plasma?, ed emettono raggi ultravioletti. Questi vengono usati per eccitare i fosfori, depositati sulla parte posteriore di una lastra di vetro. I fosfori a questo punto emettono luce con i colori della sintesi additiva (Rgb, sigla che sta per red, green e blu), dando origine alle immagini. Ogni schermo, Lcd o al plasma, è comunque composto da migliaia di pixel, che ne determinano la risoluzione. Maggiore è la risoluzione, migliore sarà la qualità delle immagini prodotte.

Le caratteristiche da valutare La battaglia tra i produttori non si combatte solamente nell’ambito della tecnologia. Anche perché abbiamo visto che molti attori sono attivi in entrambe. Sono le caratteristiche tecniche a fare spesso la differenza sostanziale, pur rimanendo all’interno di tecnologie profondamente differenti. Uno schermo televisivo deve essere valutato in base alla risoluzione offerta, al livello di luminosità e al contrasto, alla dotazione di possibili collegamenti con altri dispositivi elettronici. Non è un caso che molti produttori spingano sull’argomento del televisore al centro dell’intrattenimento famigliare, cui collegare non solo Dvd, ma anche lettori di schede di memoria per poter vedere le immagini prodotte dalle fotocamere digitali o dalle videocamere; per connettere i computer, gli Mp3 e quant’altro. La disponibilità di connessioni e terminali analogiche e digitali è pertanto uno degli argomenti di vendita più importanti. I collegamenti più interessanti, soprattutto se si vuole collegare un Dvd al televisore, sono le Scart Rgb, il Component video, il S-Video o il video-composito. Secondo gli esperti il Component video e il terminale Scart Rgb sono quelli da preferire, perché garantiscono la qualità del segnale migliore. La presenza di un collegamento per il computer, amplia notevolmente la versatilità del televisore. Rende possibile usufruire di uno schermo più grande, consente di vedere senza problemi i film e il materiale scaricato da Internet, o di guardare, assieme agli amici, le immagini scattate con la fotocamera digitale. Diversi modelli, tra l’altro, consentono di collegare direttamente la fotocamera o la videocamera tramite collegamento Usb; in alcuni casi, sono presenti dei lettori di schede integrate, che leggono le card più diffuse sul mercato. Molto importanti sono anche i valori di luminosità e contrasto. Quest’ultimo viene espresso con un rapporto numerico, per esempio 800:1. Rispetto a solo un anno fa, il valore medio è decisamente aumentato, portandosi sempre più vicino al rapporto 1000:1 nei modelli Lcd. Nel plasma invece si supera tranquillamente questo valore. Anche i livelli di luminosità espressi in candele per metro quadro (cd/m2), varia a seconda della tecnologia. Nelle Tv Lcd siamo intorno alle 500 cd/m2, mentre nel plasma si sale mediamente a 1000 cd/m2. Un’altra caratteristica molto pubblicizzata è il tempo di risposta, cioè il tempo che intercorre tra la ricezione del segnale da parte dello schermo e la sua visualizzazione nello schermo stesso. È un valore espresso in millisecondi (ms); mediamente si trova un tempo di risposta attorno a 8/10 ms, con punte di 6 ms. Di per sé stesso, il tempo di risposta è molto importante, perché consente di evitare il fastidioso effetto scia nelle immagini in movimento. Nella realtà, tutti gli schermi oggi hanno valori molto al di sotto del necessario, perché l’occhio umano ha un tempo di reazione di 1/25 di secondo. Deve essere valutato anche l’angolo di visualizzazione, espresso in gradi. Con un valore molto elevato, è possibile vedere bene le immagini anche quando non ci troviamo perfettamente frontali allo schermo. I primi modelli di Tv Lcd avevano valori bassi e questo ne pregiudicava la visione quando lo schermo veniva guardato da più persone contemporaneamente, perché la riflessione della luce non avveniva in modo ottimale man mano che ci si spostava dall’asse. Ora l’angolo di visione è mediamente intorno a 170 gradi, con punte di 176/178 gradi. Nel plasma il valore può essere inferiore, in quanto questa tecnologia non soffre come i cristalli liquidi del medesimo problema. Oggi la scelta è obbligatoriamente orientata sul formato 16:9, presente in quasi tutti i modelli in commercio. Deve essere valutata invece la predisposizone per l’alta definizione, in modo da acquistare uno schermo pronto ad accogliere le nuove trasmissioni. La maggior parte dei televisori a cristalli liquidi è Hd Ready, cioè compatibile con l’alta definizione; nell’ambito del plasma invece, questa caratteristica non è ancora diffusissima, ma c’è da credere che lo sarà molto presto. Altri fattori importanti da considerare sono quelli relativi alla parte audio. I grandi schermi, per definizione, sono usati per vedere film in alta qualità. Qualità che non può prescindere dal sonoro. Si stanno diffondendo modelli sempre più curati nella parte audio, con tecnologia Surround, effetti 3D e subwoofer integrato per migliorare la qualità delle frequenze più basse. Altro aspetto da non sottovalutare è il design. Dal punto di vista estetico, i televisori a schermo piatto hanno compiuto un gran balzo in avanti rispetto ai ?vecchi? Crt a tubo catodico, che, lo ricordiamo tutti, occupavano (occupano ancora in molte famiglie) uno spazio considerevole. I nuovi televisori sono sottilissimi e poco ingombranti, alcuni possono essere addirittura appesi alla parete come un qualsiasi quadro. Gli Lcd sono molto più leggeri del plasma, ma come ingombro rimangono sostanzialmente uguali. I produttori si battono soprattutto alla ricerca di design sempre più raffinati e innovativi, basandosi su diversi accostamenti di colore, sempre però nella gamma dei neri, grigi e bianchi. L’intento è ovvio. Se il televisore deve diventare sempre di più il centro dell’intrattenimento famigliare, non si può prescindere dall’estetica. Nessuno aspira ad avere un oggetto brutto e ingombrante al centro della propria vita quotidiana.

I prodotti presentati sono: Acer AT3201W Amstrad T3214 Grunding Vision II Hitachi 32LD6600 Hyundai Vvuon Q320 JVC LT-32X70BU LG RZ-32LZ55 Loewe Concept L32 Philips 32PF9830 Samsung LE32R53DB Sharp LC 32GA9E Sinudyne 32260 MFV Sony Bravia Thomson Intuitiva Toshiba 32WL66Z EL Easy Living 4212b Hitachi 42PD7200 Nec T-1000 Pioneer PDP-436FDE Samsung PS42P5H Hyunday Vvuon Q421h

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore