Sempre più software per Emc

Management

Con l’acquisizione di Vmware, Emc eredita una importante tecnologia per
competere nell’ambito della virtualizzazione delle risorse di storage.

Il ceo di Emc Joe Tucci crede che vi siano solamente due scelte possibili per le aziende che operano nel settore dello storage: creare il cambiamento o reagire a esso. Tucci ha scelto di seguire la filosofia della creazione del cambiamento. Nel corso degli ultimi anni Emc ha speso più di 3,5 miliardi di dollari in contanti e azioni per acquisire quattro società di software. “Lo storage cambierà più profondamente nel corso dei prossimi tre anni di quanto non sia cambiato nell’ultimo decennio”, affermò Tucci lo scorso dicembre subito dopo aver acquisito per 650 milioni di dollari la società Vmware. “Sono estremamente convinto di questo e ora la scelta sta nel decidere che tipo di società si desidera essere. Emc vuole essere leader”. Le acquisizioni portate a termine vanno tutte nella direzione che la società guidata da Tucci ha inteso prendere: diventare leader nel mercato software dei sistemi aperti. Questo attraverso l’apporto delle tecnologie per la gestione dei sistemi storage per le piccole e medie imprese (arrivate insieme ad Astrum e Legato), alla tecnologia per la gestione dei contenuti arrivata con l’acquisizione di Documentum e alle funzionalità di virtualizzazione dei server sviluppate proprio da Vmware. Tucci è dell’idea che tutte queste tecnologie, insieme con quelle di Emc, siano gli strumenti giusti per dare vita a un forte cambiamento volto ad aprire le porte alla virtualizzazione nel mondo dello storage. Parallelamente alle strategie che fanno capo all’Information Lifecycle Management (Ilm) e alla gestione dei contenuti, Emc ha già virtualizzato dispositivi software facendo leva su risorse standard. Con Vmware possono essere virtualizzati anche i server permettendo, quindi, sia a risorse server, sia storage, di essere rese disponibili sulla base delle effettive necessità, cosa che si traduce in infrastrutture maggiormente flessibili e in migliori ritorni degli investimenti. Tutto ciò fa parte della strategia messa in atto da Emc per mantenere competitività in un mercato in forte evoluzione. Strategia messa in atto a seguito della crisi del comparto hardware, del rallentamento delle dotcom e delle società di telecomunicazione. Numeri e prospettive Renato Cerutti, direttore generale di Emc in Italia, enfatizza questa strategia sottolineando come, senza considerare l’apporto derivante dalle acquisizioni, la società abbia registrato una crescita del 13% tra il fatturato 2002 e quello del 2003. Percentuale che con l’apporto delle acquisizioni sale al 15% portando a 6,24 miliardi di dollari il valore dei risultati complessivi dello scorso anno, contro i 5,44 miliardi di dollari del 2002. “La ripresa c’è ed è consistente – afferma Cerutti – e questo è il frutto della politica di differenziazione del business che ha permesso a Emc di rendere più equilibrato il mix delle componenti software, servizi e sistemi”. Nel 2000 il 76% del fatturato della società proveniva dalla vendita di sistemi storage, il 17% dal software e il 7% dai servizi. Nel 2003 queste percentuali sono diventate, rispettivamente, 54%, 23% e 23%. In altre parole 3,4 miliardi di dollari di fatturato sono stati generati dalla vendita di piattaforme hardware, 1,4 miliardi dal software e altrettanti 1,4 miliardi dai servizi. “Nel 2004 intendiamo mantenere questo equilibrio, magari cercando di avvicinarci al 30% per la quota dei servizi e del software”, dice il direttore generale. Migliore equilibrio anche a livello geografico. Lo scorso anno Emc ha generato il 61% del suo business in Nordamerica con 3,7 miliardi di dollari e una crescita del 16% rispetto al 2002; il 26% nell’area Emea (Europa, Medio oriente e Africa) con 1,6 miliardi e una crescita del 24% sull’anno precedente; l’11% in Asia con 710 milioni di dollari e una crescita del 23%, e il 2% in America latina dove è stata registrata l’unica flessione, dell’8% che ha livellato il fatturato a 141 milioni di dollari. “Va detto – afferma Cerutti – che la crescita in Europa deve anche tenere conto dell’effetto positivo del cambio a seguito del rafforzarsi dell’euro sul dollaro statunitense. Effetto che noi abbiamo calcolato pesare per circa il 6%”. Il tutto va considerato anche tenendo in conto le acquisizioni. In particolare le ultime tre: Legato, costata 1,4 miliardi di dollari in azioni e conclusa il 20 ottobre 2003, Documentum, altri 1,4 miliardi di dollari sempre in azioni (operazione conclusa il 18 dicembre scorso) e infine, l’8 gennaio scorso, Vmware, portata a casa versando 650 milioni di dollari in contanti. Non certo meno importanti sono gli investimenti che Emc destina alle attività di ricerca e sviluppo. Cifra che si aggira attorno al 12% del fatturato e che negli ultimi quattro anni ha permesso di registrare un gran numero di brevetti. “Nel 2004 – anticipa il direttore generale – prevediamo di crescere di circa il 25%, che si tradurrà in un fatturato pari a 7,8 miliardi di dollari, a fronte di uno sviluppo del mercato dello storage che si prevede essere di circa il 6%”. Il valore delle acquisizioni

La sfida per Emc è ora quella di integrare le nuove tecnologie che sono entrate a fare parte del patrimonio della società a seguito delle acquisizioni. Questo mantenendo in vita i rapporti che le singole aziende hanno con i loro partner, con la loro rete di vendita e con gli altri fornitori di tecnologie, alcuni dei quali sono tra i più accaniti concorrenti di Emc. Il mercato e gli analisti hanno salutato con favore la campagna acquisti di Emc sottolineando che il consolidamento delle diverse tecnologie significa nuove opportunità e possibilità di coinvolgimento terze parti.

Autore: ITespresso
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