Sensible Soccer 2006

Management

Il calcio non è più quello di una volta.

A volte ritornano. Di solito succede per i titoli che hanno fatto la storia dell’industria dei videogiochi? e la ricetta è sempre la stessa: si prende un marchio noto del passato, magari caduto nel dimenticatoio, lo si rivitalizza e lo si ammoderna un po’ e ?il gioco? è fatto. Sensible Soccer 206 rientra appieno in questa categoria. Vecchia gloria degli anni ’90, uscito originariamente per Amiga e Atari ST, il gioco ha contribuito a fare la fortuna e la storia dei titoli dedicati al calcio. Questa nuova edizione rivela però qualche pregio (insieme a tanti difetti): l’estrema immediatezza e la semplicità dei comandi, una grafica colorata e divertente e una pletora di opzioni a disposizione. Sono ben 350 le squadre da far gareggiare tra campionati nazionali, internazionali, amichevoli e tornei personalizzati, oltre a una serie di vari contenuti sbloccabili. Tra i difetti il più grave è quello relativo al sistema di controllo dei giocatori. Manca infatti la possibilità di impartire anche un semplice comando al calciatore non in possesso di palla. La scelta invece della direzione di tiro, dei passaggi e dei movimenti è limitata a una griglia di 8 possibilità: avanti, indietro, destra, sinistra più le altre quattro opzioni derivanti dalle combinazione di queste scelte con quelle in ?diagonale?. Piuttosto discutibile è anche il meccanismo che determina l’esito dei contrasti, in base al quale il portatore di palla finisce sempre per terra. I requisiti hardware richiesti sono poi eccessivi e sbilanciati rispetto alla qualità effettiva del gioco, sia dal punto di vista della grafica sia della fluidità delle immagini che si assestano su standard non particolarmente eccelsi. Le soluzioni adottate in seguito al fatto che questa nuova edizione di Sensible Soccer sia priva delle licenze ufficiali, destano poi più di un sorriso: nel campionato italiano al posto di Sampdoria, Fiorentina e Inter trovate ?Genovese?, ?Firenze? e ?Milano Sport? e i nomi dei giocatori sono ancora più improbabili delle loro fattezze caricaturali. Ciononostante il gioco riesce a trasmettere una certa simpatia e, nonostante i limiti e l’atmosfera vagamente rétro che lo caratterizzano, le partite risultano abbastanza divertenti da giocare. Di sicuro, però, non si tratta di un prodotto per palati raffinati né all’altezza degli standard qualitativi offerti dalle serie di Pro Evolution Soccer e di FIFA.

Autore: ITespresso
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