Sensori grandi, piccoli o…

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Ha un senso preferire un sensore solamente perché più grande o con un maggior
numero di pixel? Viaggio nel mondo di CCD e CMOS alla scoperta di tutto quello
che…

Coppi o Bartali, Lazio o Roma, Milan o Inter? Il tifo tra due bandiere non è caratteristica solamente dello sport. In fotografia esiste da sempre. All’epoca dell’analogico, ci si divideva tra Nikon e Canon, Pentax e Minolta, mentre nel mondo delle pellicole lo scontro era tra Kodak e Fuji, TriX e HP5. Spesso la passione faceva dimenticare la realtà: la qualità della stampa fotografica non dipendeva solamente dalla marca dell’apparecchio o della pellicola, ma da tanti altri fattori. La qualità dell’ingranditore, e quella dei chimici di sviluppo e stampa, raramente era considerata. Anche nella fotografia digitale si sono formate tifoserie, sebbene la situazione sia un po’ diversa. Oggi ha più senso, rispetto a ieri, tifare per una marca piuttosto che per un’altra. La pellicola non esiste più. La sua funzione è stata assunta dal sensore, interno alla fotocamera; e dal software proprietario che gestisce le informazioni raccolte dal sensore. Altra differenza tra marche, che giustificherebbe (il condizionale è d’obbligo e vedremo più avanti il perché) il tifo, riguarda la dimensione del sensore. Una caratteristica che, direbbe Arbasino, anche la casalinga di Voghera capisce. Per questo la pubblicità la mette in rilievo. Canon, per le reflex di fascia alta, ha optato per un sensore cosiddetto a pieno formato, grande quanto il fotogramma della pellicola analogica: 24×36 mm; Nikon, Pentax e molti altri per il cosiddetto APS-C, che corrisponde al formato 15,6×23,6 mm; Olympus, invece, ha presentato il formato cosiddetto 4/3 da 13×17,3 mm. Ogni costruttore magnifica il proprio formato e lo dice superiore agli altri. Ma la disputa non riguarda solamente il formato. I sensori non sono diversi solo per grandezza, ma anche per concezione costruttiva: esistono i CCD, i CMOS e loro modifiche.Ovvio che chi ne adotta un tipo lo presenti come il migliore. Meglio provare a saperne di più.

Autore: ITespresso
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