Senza la Fattura elettronica, la Pa non pagherà le aziende

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Dal 31 marzo scatta l'obbligo della fattura elettronica nella PA
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Dal 31 marzo 2015 scatta l’obbligo di fatturazione elettronica verso tutta la Pubblica amministrazione. Durante un convegno Assintel si è posto il problema della corretta conservazione del documento elettronico nel tempo ai fini di una futura contestazione

Si avvicina la data dalla quale scatterà l’obbligo di fatturazione elettronica a tutte le pubbliche amministrazioni, centrali e locali.

A partire dal prossimo 31 marzo 2015,  ogni azienda abbia a che fare con un qualsiasi ufficio pubblico, tranne alcune esclusioni, dovranno inoltrare allo stesso ufficio documento elettronico perché di contro non potranno ricevere il pagamento, neppure parziale, della prestazione effettuata. Assintel ha fatto il punto della situazione analizzando quadro normativo e opportunità di applicazione.

Dallo scorso anno in cui l’obbligo scattava solo per i rapporti con la Pa centrale e che ha visto le aziende prontamente rispondere a questo obbligo, oggi le aziende devono fare i conti con una platea di soggetti molto più ampia, frastagliata e con alcune criticità di fondo. Ma al di là di ritardi, ritrosie, decisioni che saranno prese all’ultimo minuto, questo processo di gestione dei documenti contabili vuole necessariamente un cambio di approccio culturale. Andrea Zincone, avvocato Eversheds Bianchini, fa un’analisi precisa che parte dalla de materializzazione dei documenti fiscali oggi in azienda. Ma avverte che parlare di dematerializzazione dei documenti non è traducibile solo nel semplice uso della Pec o di uno scanner del documento. “La dematerializzazione è in linea con la gestione dei documenti contabili ed è un’operazione impegnativa che richiede un approccio culturale e una corretta gestione della conservazione della documentazione contabile. Con si deve dimenticare – spiega Zincone – che lasciando perdere la fattura cartacea, un’azienda dovrà essere in grado anche in futuro di poter essere in grado di consultare un documento contabile digitale”.

Scatta quindi il tema della fuibilità del documento contabile oggetto di indagine, per esempio, e alla necessità di renderlo consultabile anche a distanza di anni. “La vera sfida della dematerializzazione è capire come mantenere integro nel tempo un documento digitale”.

Fonte: Circolare n.1 del 9 marzo 2015 del Ministero dell'economia e delle finanze e Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri
Fonte: Circolare n.1 del 9 marzo 2015 del Ministero dell’economia e delle finanze e Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri

Quali sono i termini per l’adeguamento agli obblighi di fatturazione elettronica? Dal 6 giugno 2014 ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza sociale non accettano più fatture emesse o trasmesse in forma cartacea. Per tutte le altre pubbliche amministrazioni, incluse quelle locali il termine è appunto il 31 marzo 2015. Quindi le fatture cartacee emesse e inviate prima del 31 marzo 2015 dovranno essere accettate e pagate entro tre mesi.

Tra il trasmittente e il destinatario c’è di mezzo il sistema di interscambio (SDI), una sorta di postino che cura la consegna delel fatture elettroniche alla Pa. Un altro aspetto importante adesso che si entrerà nel vivo della procedura è l’indice delle pubbliche amministrazioni, ossia il registro dove le Pa destinatarie delle fatture elettroniche devono registrare l’anagrafica degli uffici deputati alla ricezione. La registrazione deve avvenire almeno tre mesi prima della decorrenza dell’obbligo di fatturazione elettronica e gli enti devono aggiornare i dati con cadenza almeno semestrale mentre a ogni ufficio è attrbuito un codice univoco pubblicato su sul sito www.indicepa.gov.it e la Pa deve comunicare a ogni fornitore l’elenco dei contratti vigenti con i relativi codici identificativi univoci rilasciati dall’Ipa.

Fonte: Circolare n.1 del 9 marzo 2015 (Ministero dell'economia e delle finanze  e Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri
Fonte: Circolare n.1 del 9 marzo 2015 (Ministero dell’economia e delle finanze e Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri

Nel caso in cui il fornitore non abbia ricevuto il codice Ipa dell’amministrazione destinataria né possa desumere lo stesso in modo univoco deve essere inserito in fattura il codice dell’ufficio centrale denominato “Uff_eFatturaPA”.
Qual è il ruolo degli intermediari? La trasmissione delle fatture elettroniche può avvenire attraverso l’intermediazione di soggetti abilitati. Nell’interazione con SDI l’intermediario è colui che invia o riceve i file FatturaPA o i file archivio per conto dell’operatore economico e o dell’amministrazione pubblica. Gli intermediari possono anche emettere la fattura elettronica per conto degli operatori economici; in questo caso è l’intermediario, in quanto emittente a firmare digitalmente il documento, ma la responsabilità fiscale resta in capo all’operatore economico cedente o prestatore.

Split payment. Giampaolo Foresi, avvocato della direzione servizi tributari dell’Unione Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, punta l’attenzione sulle novità relative all’Iva nelle fatture verso la Pa introdotte con la legge di stabilità 2015, il cosiddetto split payment o scissione dei pagamenti. “Nei casi di cui ci stiamo occupando, la normativa prevede che sarà direttamente la Pubblica amministrazione a occuparsi dell’Iva da versare allo stato e i fornitori non se ne dovranno più occupare.

In tema di fatturazione elettronica è intevenuto il Ministero dell’economia e delle finanze che, con il dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri, ha emanato uan circolare interpretativa in tema.

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