Sequestrati i server tedeschi del Partito Pirata

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Confiscati i server del Partito dei Pirati tedesco. Il blitz è stato causato dal Ddos di Anonymous contro la società francese Edf

Alla vigilia di e-G8, il primo Summit Internet a Parigi, il Partito dei Pirati tedesco ha assistito alla confisca dei propri server, in quanto accusato di ospitare uno strumento utilizzato dagli hacker, forse di Anonymous, per andare all’assalto della società francese EDF. Il sequestro è stato chiesto dall’indagine francese. I server, ospitati presso AixIT in Offenbach, sono stati confiscati la mattina del 20 maggio, in seguito ad una richiesta  delle autorità francesi.

Piratenpartei nega che i server siano coinvolti e nega che il Partito dei Pirati sia oggetto dell’indagine francese. “La disconnessione di tutti i servers è una massiccia intrusione nelle infrastrutture di comunicazione del sesto maggior partito in Germania” ha spiegato il Pirate party in un comunicato; “Considerato il fatto che le elezioni si terranno a Bremen domani, questa confisca ha causato un serio danno politico che il gruppo dirigente del Partito dei pirati condanna con forza”.

Il cyber attacco contro Electricité de France (Edf) è stato condonno circa un mese fa. E dietro ci sarebbe Anonymous, il gruppo di hacker e cyber-hacktivist diventato famoso con gli attacchi contro Sony (a favore di Geo Hot) e con la difesa di WikiLeaks. Il blitz contro il Partito dei Pirati sarebbe dovuto all’uso indebito dei suoi server da parte di Anonymous, ma la motivazione del raid rimane fumosa. Sui server era il tool per la scrittura collaborativa sviluppato da EtherPad Foundation, sfruttato per coordinarsi prima del DDoS, mediante la pubblicazione anonima di una chiave SSH Key. Gli attivisti di Anonymous hanno compiuto i Ddos contro PayPal e Mastercard, per “vendicare” l’arresto di Julian Assange, l’hacker etico di WikiLeaks; in passato contro International Federation of Phonographic Industry (IFPI), come vendetta per la sentenza svedese contro Pirate Bay; e hanno avuto un ruolo nella difesa di GeoHot (prima della pace con Sony), anche se nulla c’entrano con il cyber attacco a Sony, che ha costretto il colosso nipponico a un mese di black-out di PlayStation Network, SEO e Qriocity.

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Autore: ITespresso
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