Serious Sam 2

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A Milano si definiscono "tamarri". A Roma "coatti". A Bologna "maragli". A Pisa "ghiozzi".Nei videogiochi "Serious Sam"

Per la serie “squadra vincente non si cambia”, Serious Sam torna ed è sempre lo stesso. L’unico sparatutto che possa dirsi il vero erede della tradizione di Doom, quella del massacro veloce e indiscriminato. Il gioco ripropone infatti le medesime meccaniche che lo hanno reso celebre sin dal debutto. Anche qui, dunque, una trama insignificante fa da riempitivo tra una serie ininterrotta di scontri campali, dove un’azione frenetica, nel senso “fisico” del termine, schiaccia ogni velleità tattica o strategica. Sam recita ancora una volta la parte del “super-coatto” armato fino ai denti, incaricato di salvare il mondo da una minaccia tanto letale quanto ridicola. Questa volta al nostro eroe tocca recuperare le cinque parti di un medaglione magico, custodite su cinque pianeti differenti, da visitare uno dopo l’altro e liberare meticolosamente da ogni forma di vita. A proposito di nemici da eliminare, bisogna riconoscere che al Croteam la fantasia non manca di certo. Lo stile demenziale del gioco emerge soprattutto dall’accrocco multicolore e folkloristico degli improbabili avversari: ritornano i kamikaze decapitati e urlanti, cui si aggiungono orchi con l’elmetto, ragni meccanici, barbari ebeti, yeti e, via via, in un crescendo di pazzia, “agenti di borsa zombie” e “tori meccanici caricati a molla”. Molto poco originale è invece l’arsenale di Sam e, se si eccettua Clodovico, “il pappagallo bombardiere”, comprende soltanto i classici del genere: dalla doppietta, al fucile a pompa, dal lanciarazzi alla sega elettrica. L’azione migliore si svolge in campo aperto, con orde di nemici che caricano contemporaneamente da ogni direzione, convergendo su Sam senza applicare il benché minimo briciolo di intelligenza: l’adrenalina sale ai massimi livelli, il panico fa breccia e il combattimento scivola rapidamente dalla pura frenesia nel caos più totale. Al punto che in talune circostanze la chiave per la vittoria sta nell’adozione di una corretta tecnica respiratoria! La possibilità di pilotare di tanto in tanto qualche veicolo o di manovrare armi in postazione fissa aggiunge un pizzico di varietà al gioco che, di per sé, è invece del tutto lineare e, per certi versi, pure un po’ monotono; sarebbe stato comunque molto più saggio centellinare questo genere di “sorprese”, diluendole nel contesto, piuttosto che presentarle tutte quante sin dai primi livelli, così come invece è stato fatto. Il motore grafico, Serious Engine II, è sorprendente: pur non giocando la carta delle ambientazioni realistiche, mette in campo ogni tecnologia esistente per dare al mondo di Sam una consistenza “fumettosa” insieme a un aspetto pulito e dettagliatissimo. Merita un cenno anche il multiplayer (fino a 8 giocatori): sebbene preveda solo la “modalità cooperativa”, permette di dar vita a combattimenti davvero esilaranti, al limite dell’esercizio ginnico. Nonostante tutte le sue (volute) limitazioni, Serious Sam II rimane il migliore nel genere: un tiro a segno semovente, una sagra di esplosioni e di trovate demenziali, il meglio del “trash” videoludico.

Autore: ITespresso
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