Si alle aste on line italiane

NetworkProvider e servizi Internet

Seppur con un provvedimento temporaneo il Ministero delle Attivita Produttive ha risposto ad un problema serio per gli operatori internet, quello della legittimita o meno delle aste on line.

ROMA – Con la circolare 3547/C, il ministro delle Attivita Produttive, prof. Antonio Marzano, ha introdotto importanti chiarimenti in una materia, quella delle vendite allasta tramite internet, che ha suscitato non pochi problemi agli operatori del settore. Punto cruciale di tutta la questione e stato lart. 18 comma 5 del DLGS 114/98, la cd. Legge Bersani di riforma del commercio, il quale stabilisce che Le operazioni di vendita allasta realizzate per mezzo della televisione o di altri sistemi di comunicazione sono vietate. Infatti secondo una rigorosa interpretazione, prevalente almeno fino ad ora, il divieto connesso agli altri sistemi di comunicazione doveva essere inteso come divieto assoluto di aste on line. La circolare suddetta ha, invece, sovvertito questa interpretazione sostenendo che il divieto di aste on line per via del fatto che lart. 18 concerne le forme speciali di vendita al dettaglio, si applica unicamente agli operatori dettaglianti che svolgono lattivita di acquisto per la rivendita ai consumatori finali, escludendo, quindi, tanto i grossisti quanto tutti quegli operatori che non vendono ai consumatori finali nonche alcune categorie di soggetti come i produttori agricoli e gli artigiani. Ammessa, nei limiti soggettivi di cui sopra, la liceita delle aste on line, la circolare 3547/C ha dettato i requisiti di qualificazione soggettiva necessari per svolgere lattivita di banditore dasta, distinguendo tra il banditore/venditore di beni propri o altrui dal banditore/gestore del sito in cui si svolgono aste, a cui, pero, egli non prende parte. Infine, dopo aver indicato gli opportuni accorgimenti che devono essere adottati dal gestore del sito dasta, onde garantire lobiettivita e limparzialita della procedura, il Ministro ha affrontato e risolto lannoso problema della legge applicabile, sostenendo che, indipendentemente dal tipo di TLD adottato, i banditori stabiliti in Italia non possono rinviare alla legge straniera quale legge regolatrice delle condizioni generali di contratto disciplinanti i rapporti tra le parti, nel senso che, nonostante il rinvio alla legge straniera, vi sono disposizioni italiane che per il loro oggetto o il loro scopo, risultano in ogni caso prevalenti. [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore