Si dimette il direttore Privacy di Google

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Alma Whitten (Privacy, Google) lascia

Secondo la stampa, lascerà a giugno l’attuale manager di Google. Lawrence You sostituirà Alma Whitten. UK, Francia, Italia, Germany, Spagna e Olanda lanceranno indagini privacy su Google in tempi brevi

Le accuse di violare la privacy inseguono Google (e anche l’arcirivale Facebook) da anni: è successo anche nel caso della gaffe WiFi, in cui Google è stata condannata a causa della “violazione di massa” con le Google car, ai danni degli hotspot degli utenti. Questa premessa serve per sottolineare quanto sia bollente la sedia del manager che deve difendere le policy privacy di Google. Non stupisce che, dopo tre anni di duro lavoro, si dimetta il direttore Privacy di Google: secondo Forbes, lascerà a giugno  l’attuale manager di Google, Alma Whitten. Inoltre, Google è da mesi nel mirino del CNIL, l’authority per tutelare la privacy con sede a Parigi, per non aver modificato le policy privacy. UK, Francia, Italia, Germany, Spagna e Olanda lanceranno indagini privacy in tempi brevi.

Google sostituirà Alma Whitten con il direttore dell’engineering Lawrence You, che sarà nominato con il titolo di “direttore della privacy per prodotti ed engineering.” Lawrence You lavora in Google da otto anni, ed è stato uno dei primi a venire assunti da Whitten nel team privacy.

Whitten ha dovuto gestire il terribile flop di Street View, quando Google denunciò che le Google cars avevano collezionato, a strascico, dati sensibili come email, password e URL di migliaia di utenti, mentre fotografava le città per il servizio di mappe a 360 gradi, a livello del marciapiede.

Di recente, Google ha cancellato ilsuo servizio RSS, Google Reader, per evitare di gestire la privacy di un prodotto non remunerativo. Della serie, Google ha imparato che la privacy costa. E, contando le multe salate che ha dovuto finora pagare, non sempre ne vale la pena.

Già nel marzo 2012, la Commissaria alla Giustizia UE Viviane Reding aveva affermato che sarebbe stata preferibile una pausa nell’entrata in vigore della semplificazione privacy che aveva suscitato perplessità, ma Google aveva declinato l’invito. Le ripetute rassicurazioni del motore di ricerca di Mountain View, avevano però sollevato dubbi. Da mesi i Garanti Privacy UE avevano tratto la conclusione che la semplificazione della privacy, pur non essendo una policy del tutto nuova (ma da 60 si passa un’unica policy), va però in conflitto con la direttiva UE e le normative nazionali per la tutela della privacy. L’agenzia francese CNIL dubita perfino della legalità della manovra: l’Authority parigina aveva informato Google del rischio di un’indagine europea. Ma, niente: Google rimane convinta di non violare normative UE. Intanto, è cambio della guardia nella gestione della privacy di Google: un segnale che testimonia il nervosismo a Mountain View.

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Alma Whitten (Privacy, Google) lascia
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Autore: ITespresso
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