Siae sigla accordo con YouTube per ricompensare gli autori

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L’accordo di licenza, fra Siae e il sito di condivisione video di Google, ha una durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012

I dettagli economici dell’accordo non sono stati divulgati, tuttavia Siae trova un’intesa con YouTube per ricompensare gli autori protetti in base ai clic. L’accordo di licenza riguarda l’uso della musica in streaming nei video in Italia attraverso la piattaforma di video condivisione di Google.
La licenza ha una durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012. Come risultato dell’accordo, autori, compositori ed editori musicali rappresentati da SIAE saranno ricompensati quando viene utilizzata la loro musica. Secondo indiscrezioni, la cifra va da uno a quattro millesimi di euro a clic.
Secondo la Fimi nel primo semestre i videoclip legali hanno generato proventi nell’ordine del 27%. Il mercato discografico italiano 2009 vale 144 milioni di euro di fatturato, di cui 20 milioni di ricavi dal digitale.

Christophe Muller, Direttore delle Partnership di YouTube per l’area South e Eastern Europe, Middle East e Africa, ha aggiunto: “Abbiamo dedicato grande attenzione ad instaurare relazioni che permettano agli utenti di YouTube di godere della loro musica preferita e scoprirne di nuova sulla piattaforma. Siamo davvero molto soddisfatti di aver raggiunto un accordo con SIAE, che aiuta gli artisti rappresentati a guadagnare e può consentire a nuovi talenti musicali di emergere”. Manlio Mallia, Direttore dell’Area Attività Internazionale e Accordi Broadcasting e New Media, SIAE, ha dichiarato: “Questo accordo segna un momento importante nell’attività di tutela svolta dalla SIAE, con l’obiettivo di assicurare agli autori e agli editori un compenso che tenga conto dell’intensità di utilizzo delle loro opere su una piattaforma molto popolare, che costituisce oggi uno dei principali veicoli di diffusione e di valorizzazione del repertorio musicale”.

L’accordo permetterà di inserire spazi pubblicitari all’interno di video, generando ricavi, grazie all’advertising, sia per il sito che per i partner.

Dì la tua nel Blog The Inquirer: Anche YouTube alla corte di SIAE, ma con le regole del web

Autore: ITespresso
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