Sicurezza 7/7: Allarme Ddos in Rete, Nuovi WikiLeaks, Occhio ai sequestratori di file e ai ricatti 2.0, I rischi del Natale sui social network

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Proliferano i Ddos contro i nemici di WikiLeaks. Le fughe di dati aumenteranno con Openleaks. Attenzione alla nuova ondata di ransomware. I pericoli del Natale su Facebook e Twitter

Allarme Ddos in Rete: La vendetta corre in Rete. La chiusura (immotivata) di servizi utilizzati da WikiLeaks, su pressione della “politica”, ha suscitato un’ondata di violente proteste da parte dei sostenitori di Julian Assange: sono crollati i siti di PayPal, Interpol, Visa e Mastercard, e numerosi altri. Online le proteste si sono trasformati in una valanga di Distribuited denial of service (Ddos), attacchi informatici che, attraverso la simultanea richiesta di migliaia o centinaia di migliaia di computer allo stesso sito Web, hanno “saturato la banda” dei server fino a metterli a KO.
Ogni server è in grado di sopportare un numero di richieste limitato: quando eccede la portata massima di traffico per “sovraccarico” di tentativi di connessione (od altre sollecitazioni), il computer che ospita il sito viene messo fuori servizio.
Alla base degli attacchi potrebbero essere sfruttate anche botnet illegali, ossia reti di Pc zombie, e cioè computer in cui sono stati installati, all’insaputa dell’utente, malware in grado di eseguire le stesse operazioni. Secondo The Register, gli attacchi contro i nemici di Wikileaks potrebbero essere condotti da reti di computer fino a 30 mila unità.

I Pc zombie sono computer accesi, collegati online: una volta ricevuto un comando, iniziano ad agire sotto il controllo di chi ha messo a punto l’operazione e partecipano all’attacco. Secondo PandaLabs, la chat degli attaccanti contro Mastercard ha raggiunto picchi di 1700 partecipanti virtuali.

Autore: ITespresso
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